La città delle 100 torri medievali che nasconde altrettanti tunnel sotterranei

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Nicola

La città delle 100 torri medievali che nasconde altrettanti tunnel sotterranei

C'è un posto, nel cuore del Piemonte meridionale, dove basta alzare lo sguardo per contare torri che bucano il cielo da settecento anni. E dove basta scendere pochi gradini per ritrovarsi in un altro mondo, fatto di strade romane, mosaici e fognature ancora intatte dopo due millenni.

La chiamavano la "città delle cento torri". Tutte costruite tra il XIV e il XV secolo, servivano a difendere il borgo dalle incursioni che per secoli lo misero a ferro e fuoco: prima i Burgundi, poi i Longobardi, infine i Franchi. Oggi ne restano poco più di una decina. Le altre sono state abbattute, abbassate al livello dei tetti o inglobate negli edifici circostanti, mimetizzate nel tessuto urbano come cicatrici eleganti.

Un profilo medievale ancora intatto

Le tre meglio conservate svettano tra piazza Risorgimento e via Cavour: la Torre Bonino, la Torre Astesiano e la Torre Sineo, tutte risalenti al XII secolo. Viste dal basso, con i mattoni a vista arrossati dal tempo, sembrano sentinelle ancora in servizio. In realtà oggi osservano soltanto i tavolini dei caffè storici che si affollano sotto i portici.

L'impianto del centro storico è rimasto sorprendentemente circolare, come lo disegnarono le mura medievali. Via Cavour, che gli abitanti chiamano ancora "Via Maestra", attraversa il borgo da parte a parte ed è un catalogo di stili: dal gotico al Liberty. Al civico 11, Casa Fontana mostra un fregio rinascimentale in formelle di cotto con danzatori, dame e suonatori tra ghirlande di fiori.

Sotto i marciapiedi, duemila anni di storia

Ma la vera sorpresa è nascosta pochi metri sotto la superficie. Sotto piazza Risorgimento, sotto le cantine delle banche, sotto le cripte delle chiese giace un'intera città sepolta. In epoca romana, il console Gneo Pompeo Strabone le conferì lo status di municipium e un nome latino che sarebbe sopravvissuto ai secoli. Nei primi due secoli dell'Impero, la città crebbe attorno a un foro, un teatro, un tempio e una rete di domus con pavimenti a mosaico.

La città medievale sorse sopra quella romana. Quella moderna prese il posto della medievale, senza cancellarla del tutto. E così via, strato dopo strato, fino a oggi. Il risultato è un percorso archeologico di 32 tappe sotterranee, visitabili solo con la guida di un archeologo professionista accreditato.

Si entra da porte anonime: una dietro l'ufficio turistico, un'altra nei sotterranei di una banca dove un pavimento trasparente rivela il selciato romano e i condotti fognari originali. Sotto la chiesa di San Giuseppe si conservano i resti del teatro romano, con la cavea ancora riconoscibile. Sotto la cattedrale affiorano le fondamenta della basilica e il primo fonte battesimale paleocristiano.

Storie di partigiani e di tartufi

La piazza principale, dominata dalla cattedrale di San Lorenzo con la sua facciata gotica in mattoni e il magnifico coro ligneo intarsiato del Cinquecento, è anche il luogo dove nel 1944 si consumò un episodio cruciale della Resistenza. I partigiani liberarono la città il 10 ottobre. La tennero per ventitré giorni, fino al 2 novembre, quando le forze della Repubblica di Salò la riconquistarono. Uno scrittore nato proprio qui, Beppe Fenoglio, raccontò quei giorni con una prosa asciutta e priva di retorica nel suo esordio letterario del 1952, che resta una delle testimonianze più autentiche della guerra partigiana.

Il gonfalone cittadino porta con orgoglio la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Il nome che tutti conoscono per un altro motivo

Eppure, per milioni di persone nel mondo, questa piccola città di poco più di trentamila abitanti sulla riva destra del Tanaro è legata a tutt'altro: al tartufo bianco e ai grandi vini delle colline circostanti, Barolo e Barbaresco su tutti. Le Langhe, il Roero e il Monferrato che la abbracciano sono Patrimonio UNESCO dal 2014.

Il suo nome è Alba. Provincia di Cuneo, capitale indiscussa delle Langhe, riconosciuta dall'UNESCO come Città Creativa per la Gastronomia e designata Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2027.

Informazioni pratiche

Come arrivare: in auto dall'autostrada A33 Asti-Cuneo, uscita Alba. L'aeroporto più vicino è Cuneo Levaldigi, a circa 50 km. Da Torino si raggiunge in poco più di un'ora.

Alba Sotterranea: i tour, della durata di circa due ore, si tengono il primo e terzo sabato, la seconda e quarta domenica del mese. Ritrovo in piazza Risorgimento. Il biglietto include l'ingresso al Museo civico Federico Eusebio. Prenotazioni sul sito dell'associazione Ambiente & Cultura.

Quando andare: tra ottobre e novembre, durante la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, quando le colline si accendono dei colori autunnali e il profumo del tartufo invade le vie del centro. Ma ogni stagione ha il suo fascino, soprattutto per chi vuole esplorare il sottosuolo senza la folla.

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Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.

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