Immagina di camminare tra case di pietra abbandonate, finestre spalancate sul vuoto, vicoli silenziosi dove l'unico suono è il vento. Siamo negli anni Sessanta: una frana costringe quasi duemila persone a lasciare tutto e andarsene per sempre.
Questo borgo sorge a 390 metri d'altitudine, aggrappato a uno sperone roccioso circondato dai calanchi, formazioni argillose che sembrano sculture lunari. Visto da lontano ricorda un presepe dimenticato, case ammassate che si confondono con la montagna. Ma quando arrivi, scopri il silenzio assoluto. Nessuno vive più qui da decenni, eppure tutto è rimasto incredibilmente intatto.
Un millennio di storia, poi il silenzio
Le origini del paese risalgono all'VIII secolo a.C., quando popolazioni greche si insediarono nella zona. Ma fu nel Medioevo che il borgo assunse la sua struttura attuale. Nel 1060, il territorio viene citato nei documenti come "Graculum", cioè "piccolo campo arato".
Tra il 1154 e il 1168, un feudatario normanno fece costruire le prime fortificazioni. Da allora, una torre quadrata domina il centro abitato, visibile ancora oggi nonostante i crolli. Durante il regno di Federico II, il paese divenne un avamposto strategico: dalla cima si controllavano le valli dei fiumi Cavone e Agri, vie d'accesso per chiunque tentasse di penetrare nell'entroterra.
Nel XV secolo il borgo si espanse. Sorsero palazzi nobiliari con affreschi floreali e ingressi monumentali. Si racconta che nel 1276 il paese ospitò persino una sede universitaria. Una comunità viva, operosa, che traeva ricchezza dalla coltivazione del grano.
Poi, nel 1963, la montagna iniziò a cedere.
La frana che cambiò tutto
Il terreno argilloso, già fragile di natura, cedette a causa di lavori alle infrastrutture idriche. Le fondamenta delle case cominciarono a scivolare lentamente verso il basso. Non fu un crollo improvviso, ma un'agonia graduale.
Gli abitanti furono costretti a trasferirsi a valle, in una località nuova. Un'alluvione nel 1972 peggiorò la situazione. Il terremoto dell'Irpinia, nel 1980, diede il colpo finale. Da quel momento, il centro storico rimase completamente abbandonato.
Ma non dimenticato.
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Una seconda vita sotto i riflettori
È curioso come la rovina possa trasformarsi in fascino. Quel che restava del borgo, con le sue chiese ferite e i balconi senza più abitanti, attirò l'attenzione del cinema.
Francesco Rosi vi girò alcune scene di "Cristo si è fermato a Eboli" nel 1979. Poi vennero altri registi. Nel 2004, Mel Gibson scelse questo luogo per una delle scene più drammatiche de "La passione di Cristo": l'impiccagione di Giuda. Sullo sfondo, la torre normanna svettava tra le rovine.
La lista dei film girati qui è lunga: "Quantum of Solace" con Daniel Craig, "Nativity" di Catherine Hardwicke, "Basilicata coast to coast" di Rocco Papaleo. Il paesaggio brullo e l'atmosfera sospesa hanno fatto di questo angolo dimenticato un set cinematografico naturale, capace di evocare mondi antichi senza bisogno di scenografie.
Camminare tra i fantasmi
Oggi è possibile visitare il borgo, ma solo con una guida autorizzata. Alcuni edifici continuano a cedere, quindi i percorsi sono stati messi in sicurezza. I visitatori ricevono un caschetto prima di entrare.
Si cammina lungo il corso principale, si passa davanti a Palazzo Grossi con i suoi affreschi sbiaditi, si sfiora Palazzo Carbone con il suo ingresso monumentale. E si arriva alla piazza che un tempo era il cuore pulsante del paese, oggi sprofondata in parte a causa della frana.
Nel 2010, questo luogo è stato inserito nella lista del World Monuments Fund, tra i monumenti da salvaguardare nel mondo. Una rete di sensori monitora costantemente eventuali movimenti del terreno.
Ecco dove si trova
Questo borgo fantasma, sospeso tra abbandono e rinascita, si trova in provincia di Matera. Si chiama Craco.
Chi ancora possiede una casa nel vecchio centro può tornare a visitarla due volte l'anno, con un permesso speciale. Un modo per mantenere vivo il legame con un passato che, nonostante tutto, non vuole essere dimenticato.
E forse è proprio questo il segreto di Craco: non è mai morto davvero. Continua a raccontare la sua storia a chiunque abbia la pazienza di ascoltarla.






