Il borgo dai 100 orizzonti dove ogni angolo sembra dipinto

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Licia

Il borgo dai 100 orizzonti dove ogni angolo sembra dipinto

C'è un posto, in Italia, dove camminare significa dimenticarsi del tempo.

Non in senso metaforico. Succede davvero: le stradine in pietra, i palazzi color ocra, le facciate affrescate catturano lo sguardo con tale insistenza che il telefono resta in tasca. E ci resta volentieri.

Cento orizzonti, non uno di meno

Giosuè Carducci la chiamò "la città dei cento orizzonti". Non era un vezzo poetico.

Questo borgo è costruito su un colle dalla forma allungata, dominato da una Rocca medievale che svetta a oltre trecento metri. Basta spostarsi di pochi passi per vedere cambiare il panorama: a nord le Dolomiti, a sud la pianura che si perde verso la laguna, tutto intorno le colline punteggiate di vigneti e cipressi.

Nelle giornate più limpide, dalla sommità, lo sguardo arriva fino ai Colli Euganei.

Non è un caso che artisti, poeti e spiriti inquieti abbiano scelto questo luogo per fermarsi.

Il verbo che non esisteva

Il poeta inglese Robert Browning, che qui visse a lungo nell'Ottocento, inventò una parola nuova: "asolando".

Significa passeggiare senza meta, lasciarsi portare dalla bellezza, contemplare. Un verbo che non esisteva in nessuna lingua, ma che descriveva perfettamente ciò che accade a chi entra tra queste mura.

È una sensazione precisa: il ritmo rallenta, i pensieri si alleggeriscono, il superfluo scivola via.

Tre donne straordinarie

La storia di questo borgo è segnata da tre figure femminili che ne hanno definito l'identità.

La prima fu Caterina Cornaro, regina di Cipro, che nel 1489 si ritirò qui dopo aver ceduto il trono alla Repubblica di Venezia. Nel castello che ancora porta il suo nome creò una corte rinascimentale raffinatissima, frequentata da Pietro Bembo, che vi scrisse "Gli Asolani" e dal pittore Giorgione.

Una regina in esilio che trasformò la sua prigione dorata in un centro di cultura europea.

La seconda fu Eleonora Duse, la più grande attrice italiana tra Ottocento e Novecento. Arrivò per la prima volta nel 1892, cercando riposo dalle tournée che la portavano sui palcoscenici di tutto il mondo.

Si innamorò del silenzio, della luce, della vista sul Monte Grappa che si apriva dalle finestre della sua casa. Quando morì, nel 1924, volle essere sepolta qui, nel piccolo cimitero di Sant'Anna, sotto una lapide di marmo bianco rivolta verso quella montagna che considerava un altare naturale della patria.

La terza fu Freya Stark, scrittrice, esploratrice, fotografa inglese. Viaggiò per tutta la vita nei luoghi più remoti del Medio Oriente, ma scelse questo borgo come porto sicuro. Anche lei riposa nel cimitero di Sant'Anna, a poca distanza dalla Duse.

Tre donne diverse per epoca e destino, unite dalla stessa intuizione: qui si poteva finalmente respirare.

Pietra, luce, silenzio

Il centro storico è racchiuso tra mura antiche che si diramano dalla Rocca, fortificazione del XII secolo.

La piazza principale è dominata dalla Fontana Maggiore, risalente al Cinquecento, punto di ritrovo e di sosta da generazioni. Poco distante, la Cattedrale custodisce un'opera di Lorenzo Lotto, l'Assunta, che da sola varrebbe il viaggio.

Ma il vero tesoro è l'insieme: le vie strette che si aprono improvvisamente su terrazze panoramiche, i giardini nascosti dietro cancelli di ferro battuto, le facciate che cambiano colore con il passare delle ore.

Ogni angolo sembra composto con cura, come se qualcuno avesse disposto case, alberi e scorci pensando a chi sarebbe passato di lì secoli dopo.

Dove il telefono può aspettare

In un'epoca in cui tutto corre, questo borgo impone una pausa.

Non con cartelli o divieti, ma con la semplice forza della bellezza. Le notifiche possono attendere. Le email anche. Quello che conta è qui, adesso: la luce del tardo pomeriggio sulle pietre, il profumo dei giardini, il silenzio rotto solo dai passi.

È un lusso raro, quasi anacronistico. Ma chi lo prova fatica a dimenticarlo.

Il nome tra le colline

Questo luogo si trova in provincia di Treviso, nel cuore del Veneto, tra i colli che oggi producono il Prosecco Superiore.

È Asolo, uno dei borghi più belli d'Italia, insignito della Bandiera Arancione del Touring Club.

Un posto dove spegnere il telefono non è una rinuncia. È un regalo.

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Licia

Viaggiatrice curiosa, si emoziona davanti a una piazza nascosta, un affresco o un panorama inatteso. Scrive di viaggi come li racconterebbe a un amico, in modo semplice e diretto.

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