Nelle Marche c'è una grotta visitabile che potrebbe contenere il Duomo di Milano

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Licia

Nelle Marche c'è una grotta visitabile che potrebbe contenere il Duomo di Milano

C'è un luogo, nel cuore dell'Appennino, dove la terra ha costruito ciò che l'uomo non avrebbe mai potuto immaginare.

Un luogo così vasto da contenere il Duomo di Milano. Non in senso figurato: proprio così, con guglie, navate e tutto il resto.

Il vuoto che inghiotte le misure

La prima sala misura 180 metri di lunghezza, 120 di larghezza e circa 200 di altezza. Più di due milioni di metri cubi di vuoto, scavati goccia dopo goccia nel corso di milioni di anni.

Chi vi entra per la prima volta smette quasi di respirare.

Non perché manchi l'aria, che anzi è freschissima e costante a 14 gradi tutto l'anno. Smette di respirare perché il cervello fatica ad accettare ciò che vede: un'oscurità che le luci riescono a malapena a scalfire, pareti che si perdono nell'ombra, colonne di roccia alte come palazzi.

Una scoperta quasi per caso

Nel settembre del 1971, un gruppo di giovani speleologi stava esplorando le pendici di una montagna. Avevano notato alcuni piccoli fori nella roccia, da cui fuoriusciva una corrente d'aria.

Dopo giorni di scavo, scivolarono oltre una strettoia.

Sotto di loro si apriva il nulla.

Per capire quanto fosse profondo, lanciarono un sasso e contarono i secondi. Il calcolo iniziale parlava di oltre cento metri di vuoto. La realtà si rivelò ancora più impressionante.

Quei ragazzi avevano poco più di vent'anni. Non potevano sapere che stavano per regalare all'Italia una delle meraviglie naturali più straordinarie d'Europa.

Un mondo di sculture viventi

All'interno del complesso, che si estende per oltre venti chilometri, la natura ha lavorato come uno scultore paziente.

Le stalattiti pendono dalle volte come lance di cristallo. Le stalagmiti salgono dal pavimento in forme impossibili, alte fino a venti metri: i cosiddetti Giganti, formazioni che hanno impiegato trecentomila anni per raggiungere quelle dimensioni.

C'è la Spada di Damocle, una stalattite di oltre sette metri che pende minacciosa. C'è la Sala delle Candeline, dove migliaia di piccole formazioni cilindriche sembrano lumini votivi. C'è la Sala Bianca, il cui candore abbagliante è dovuto a strati purissimi di calcite.

E poi c'è la Sala dell'Infinito: un ambiente dalla forma circolare dove i primi esploratori si persero, girando in tondo più volte prima di trovare l'uscita. Un nome che dice tutto sulla sensazione di smarrimento che si prova là sotto.

Il silenzio che racconta milioni di anni

L'acqua è la vera artefice di tutto questo. Acqua che scorre, gocciola, erode e deposita.

Il fiume Sentino, milioni di anni fa, scorreva molto più in alto rispetto a oggi. Le sue acque fredde, incontrando sorgenti sulfuree, hanno accelerato la dissoluzione del calcare, scavando cavità sempre più ampie.

Il risultato è un ecosistema sotterraneo completo, dove la vita prosegue indisturbata. L'umidità sfiora il cento per cento. Le concrezioni continuano a formarsi, millimetro dopo millimetro.

Ogni goccia che cade aggiunge un frammento di storia.

Dove il tempo si ferma

Entrare in questo mondo sotterraneo significa abbandonare ogni riferimento terrestre. Non esistono stagioni, non esiste il ciclo del giorno e della notte.

Esiste solo la roccia, l'acqua e un silenzio che ha il peso dei millenni.

Dal 1974 una parte del complesso è aperta ai visitatori. Un percorso di circa millecinquecento metri permette di attraversare le sale principali, accompagnati da guide che illuminano le formazioni più spettacolari.

Oltre dodici milioni di persone hanno già varcato quella soglia.

E' nel comune di Genga

Questo luogo si trova nel comune di Genga, nell'entroterra della provincia di Ancona.

Sono le Grotte di Frasassi, il più grande complesso carsico turistico d'Italia.

Un capolavoro naturale custodito dall'Appennino marchigiano, dove la montagna nasconde una cattedrale di pietra e silenzio. E dove, volendo, ci starebbe davvero il Duomo di Milano.

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Licia

Viaggiatrice curiosa, si emoziona davanti a una piazza nascosta, un affresco o un panorama inatteso. Scrive di viaggi come li racconterebbe a un amico, in modo semplice e diretto.

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