Il labirinto più grande del mondo si trova in Italia ed apre il 7 febbraio 2026

Pubblicato il

Scritto da

Licia

Il labirinto più grande del mondo si trova in Italia ed apre il 7 febbraio 2026

Nel 1977, due uomini camminavano in un campo della pianura emiliana.

Uno era un editore italiano, l'altro uno scrittore argentino cieco. Passeggiavano tra l'erba alta, parlando di libri, di simboli, di percorsi che si biforcano all'infinito.

A un certo punto l'italiano fece una promessa: un giorno, proprio lì, avrebbe costruito il labirinto più grande del mondo.

Lo scrittore rispose che era impossibile. Il labirinto più grande del mondo, disse, è il deserto.

Una promessa lunga quarant'anni

Lo scrittore si chiamava Jorge Luis Borges. Per lui il labirinto era molto più di una figura geometrica: era metafora della condizione umana, simbolo dell'infinito, enigma senza soluzione.

L'editore era Franco Maria Ricci, parmigiano, nato nel 1937, uomo di gusto eccelso che aveva dedicato la vita ai libri d'arte, alla tipografia, alla bellezza in ogni sua forma.

Per Borges aveva creato una collana leggendaria, "La Biblioteca di Babele". Erano diventati amici e quell'amicizia aveva piantato un seme.

Ci vollero quasi quarant'anni perché quel seme germogliasse.

Trecentomila piante di bambù

Nel maggio 2015, la promessa si realizzò.

Su otto ettari di campagna, a pochi chilometri da Parma, si aprì al pubblico un dedalo vegetale senza precedenti. Non siepi di bosso, come nei giardini storici europei, ma bambù: circa trecentomila piante di una ventina di specie diverse, alte dai trenta centimetri ai quindici metri.

Il percorso interno si snoda per oltre tre chilometri.

Chi entra viene invitato a perdersi. Bivi, vicoli ciechi, corridoi che sembrano identici: la struttura riprende i labirinti romani, con angoli retti e quartieri simmetrici, ma introduce trappole pensate per disorientare.

Il piacere sta proprio lì: nello smarrimento.

Una stella nella pianura

Dall'alto, la forma è quella di una stella, il perimetro tipico delle città fortificate del Rinascimento.

Ricci si ispirò a Sabbioneta, la città ideale di Vespasiano Gonzaga e a Palmanova, la fortezza veneziana in Friuli. Immaginò il suo labirinto come una cittadella della cultura, protetta da mura vegetali impenetrabili.

Al centro, una piazza di duemila metri quadrati circondata da portici. E al cuore di tutto, una cappella a forma di piramide: un richiamo all'antico legame tra labirinto e fede, tra percorso iniziatico e ricerca spirituale.

Un museo tra le foglie

Ma questo luogo non è solo un giardino.

Gli edifici che circondano la piazza ospitano oltre cinquecento opere d'arte raccolte da Ricci in decenni di attività: dipinti, sculture, oggetti che spaziano dal Cinquecento al Novecento. Ci sono i Carracci, Ligabue, Hayez, busti neoclassici e nature morte napoleoniche.

Una biblioteca custodisce rarità tipografiche, tra cui volumi stampati da Giambattista Bodoni, il grande tipografo che rese Parma capitale europea della stampa.

Mostre temporanee si alternano durante l'anno. Un ristorante, una caffetteria, una bottega e persino due suite permettono di prolungare l'esperienza, dormendo circondati dal fruscio delle foglie.

Perché proprio il bambù

Ricci scoprì questa pianta grazie a un giardiniere giapponese che gli suggerì di piantarne un boschetto nel giardino della sua casa milanese.

Se ne innamorò subito.

Il bambù cresce a velocità sorprendente, non si ammala, non perde le foglie, resta verde tutto l'anno. E soprattutto assorbe enormi quantità di anidride carbonica, restituendo ossigeno.

Un labirinto che respira.

Il ritorno, ogni anno

Come ogni inverno, il complesso chiude per una pausa di riposo. Quest'anno la riapertura è fissata per sabato 7 febbraio 2026.

È il momento giusto per tornare, o per scoprirlo per la prima volta.

Franco Maria Ricci è morto nel 2020, ma la Fondazione che porta il suo nome continua a custodire e animare questo luogo. Nel 2025 si sono celebrati i primi dieci anni dall'inaugurazione.

Il nome, finalmente

Siamo a Fontanellato, in provincia di Parma, nel cuore dell'Emilia.

Questo posto si chiama Labirinto della Masone.

È il labirinto più grande del mondo. E nacque da una promessa fatta a uno scrittore cieco, in un campo dove allora c'era solo erba.

Foto dell'autore

Licia

Viaggiatrice curiosa, si emoziona davanti a una piazza nascosta, un affresco o un panorama inatteso. Scrive di viaggi come li racconterebbe a un amico, in modo semplice e diretto.

Ci sei stato? Racconta la tua esperienza