Ogni primavera, migliaia di persone prenotano un biglietto per assistere a uno spettacolo che dura appena una settimana. Non si tratta di un concerto, né di una mostra. È qualcosa di più effimero, delicato, quasi impossibile da trattenere.
È la fioritura dei ciliegi giapponesi, quel fenomeno che nel Paese del Sol Levante si chiama hanami. Una tradizione millenaria che celebra la bellezza fugace della vita attraverso i petali rosa dei sakura.
Ma per viverla non serve attraversare l'Oceano Pacifico.
Una nuvola rosa che sembra Kyoto
Tra marzo e aprile, un'antica residenza barocca si trasforma. I suoi giardini accolgono cento ciliegi ornamentali che, nel giro di pochi giorni, esplodono in una cascata di fiori rosa pallido.
I rami carichi di petali si intrecciano sopra i viali geometrici, creando tunnel di colore. Il profumo dolciastro impregna l'aria. I visitatori si fermano, rallentano il passo, fotografano.
L'impressione è straniante: per qualche istante, sembra davvero di trovarsi in Giappone.
Quando scende il buio, cambiano le regole
Da quest'anno c'è una novità. I giardini rimangono aperti fino alle 23, con i ciliegi illuminati da cento luci che esaltano ogni singolo albero.
È la versione italiana dello yozakura, la contemplazione notturna dei ciliegi in fiore. Le luci creano riflessi sulle vasche d'acqua, disegnano ombre sui viali, accendono i petali di un rosa luminescente.
Il silenzio della sera amplifica tutto. Non è più solo una passeggiata.
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Un orto da dieci ettari
Attorno ai ciliegi si estende il Potager Royal, il più grande orto-frutteto storico d'Italia. Dieci ettari di geometrie perfette, dove si alternano alberi da frutto allevati a spalliera, aiuole di ortaggi, fontane seicentesche.
È qui che fioriscono i ciliegi, inseriti in un contesto che riprende i disegni dei giardini sabaudi del Seicento. Il rosa dei fiori si intreccia con il bianco dei peri, il verde delle siepi, l'azzurro delle vasche.
Tutto cambia prospettiva a seconda di dove ci si ferma.
L'invasione dell'anno scorso
Nel 2025, oltre 105.000 persone sono arrivate qui durante le due settimane di fioritura. Un'affluenza che ha colto tutti di sorpresa.
Le domeniche di picco hanno registrato fino a 25.000 visitatori in un solo giorno. Code chilometriche, traffico paralizzato, biglietti esauriti settimane prima. Per quest'anno hanno messo un tetto: massimo 10.000 ingressi al giorno nei weekend.
La prenotazione è obbligatoria.
Ikebana, origami e cerimonia del tè
Durante il festival vengono organizzate dimostrazioni di tradizioni giapponesi. In collaborazione con il Museo di Arte Orientale di Torino, ci sono laboratori di ikebana, calligrafia, cerimonia del tè, origami.
Poi concerti, picnic sotto gli alberi, visite con i giardinieri che raccontano tecniche di coltivazione e storia botanica.
Un modo per andare oltre la foto ricordo.
Dove succede tutto questo
La Reggia di Venaria, a pochi chilometri da Torino. Un complesso barocco riconosciuto Patrimonio UNESCO, con giardini che si estendono per oltre cinquanta ettari e una storia che affonda nelle radici della dinastia sabauda.






