Viaggiare da soli in Italia: le mete dove la solitudine diventa un privilegio

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Scritto da

Nicola

Viaggiare da soli in Italia: le mete dove la solitudine diventa un privilegio

Chi viaggia da solo in Italia ha un vantaggio enorme rispetto a chi lo fa in gruppo: può scegliere posti che funzionano meglio senza compagnia, dove il silenzio e lo spazio non sono un vuoto da riempire ma la ragione stessa per cui ci vai. Alcune destinazioni italiane cambiano completamente significato quando ci arrivi per conto tuo.

Matera fuori stagione: camminare nei Sassi senza folla

Matera d'estate è piena di turisti, guide con l'ombrellino alzato e ristoranti che servono bruschette a otto euro. Da novembre a marzo è un altro posto. I Sassi, cioè i due quartieri storici scavati nel tufo, diventano silenziosi al punto che senti i tuoi passi rimbombare tra le pareti di pietra. Puoi entrare nelle chiese rupestri senza fare la fila, fermarti a guardare il burrone della Gravina senza nessuno che ti spinga con lo zaino.

Un alloggio nei Sassi costa tra i 40 e i 70 euro a notte in bassa stagione, spesso in grotte ristrutturate con il soffitto di roccia viva. La mattina presto, quando il sole entra basso tra i vicoli, hai la sensazione di stare in un posto che esiste solo per te. Non è retorica: succede davvero perché in quei mesi ci sono pochissime persone in giro, soprattutto nei giorni feriali.

Le Cinque Terre a piedi, ma non il sentiero che fanno tutti

Il sentiero azzurro tra Riomaggiore e Monterosso è il più famoso e anche il più affollato. Se viaggi da solo e vuoi camminare davvero, prendi il sentiero alto, quello che passa per Volastra e attraversa i santuari sopra i paesi. La quota è maggiore, la fatica anche, ma il panorama sulla costa ligure da lassù è di un altro livello.

Servono scarpe da trekking vere, non sneakers. Il percorso completo in quota richiede circa sei ore di cammino effettivo, con dislivelli che superano i 500 metri. Da solo puoi gestirti le pause come vuoi, mangiare un pezzo di focaccia seduto su un muretto senza aspettare nessuno. La Liguria di entroterra, quella dei terrazzamenti di vite e dei muretti a secco, si apprezza meglio così: in silenzio, al tuo ritmo.

Per dormire, Manarola e Corniglia sono i paesi meno caotici dei cinque. Corniglia in particolare sta in alto, non ha accesso diretto al mare e per questo attira meno turismo mordi e fuggi.

L'Appennino tosco-emiliano: montagna vera senza l'ansia delle Alpi

Le Alpi sono spettacolari ma possono intimidire chi cammina da solo, soprattutto per le quote e l'isolamento di certi tratti. L'Appennino tosco-emiliano è diverso: le cime arrivano intorno ai 2000 metri, i sentieri sono ben segnati e lungo il cammino incontri rifugi, borghi, agriturismi dove puoi fermarti a mangiare senza aver prenotato tre mesi prima.

La zona tra il Passo della Cisa e l'Abetone è particolarmente adatta a chi viaggia solo. Il crinale segna il confine tra Emilia e Toscana e in una giornata di cammino passi da un versante all'altro, con paesaggi che cambiano in modo netto: faggete fitte sul lato emiliano, castagneti più aperti su quello toscano. I borghi come Comano, Fivizzano e Licciana Nardi hanno ancora trattorie dove mangi primi fatti a mano per 10 o 12 euro.

Un dettaglio pratico: la copertura telefonica lungo il crinale è discontinua. Scarica le mappe offline prima di partire e porta una batteria esterna. Non è un problema di sicurezza grave, ma restare senza GPS su un sentiero che non conosci è scomodo.

Trieste: la città italiana che non sembra italiana

Trieste è una città costruita per chi ci sta da solo. Ha i caffè storici con i tavolini di marmo dove puoi sederti a leggere per due ore senza che nessuno ti guardi strano. Ha il lungomare di Barcola dove la gente va a camminare in tutte le stagioni. Ha una luce particolare, quella dell'Adriatico settentrionale, che d'inverno diventa quasi nordica.

La città ha un'identità culturale mista, a metà tra Italia, Slovenia e Austria e questo si sente nella cucina, nell'architettura e nel modo in cui la gente vive gli spazi pubblici. Il Caffè San Marco e il Caffè degli Specchi sono posti dove stare seduti da soli è la norma, non l'eccezione. Trieste non ti chiede di socializzare per forza e questo per chi viaggia in solitaria è un sollievo.

A livello pratico, Trieste è raggiungibile in treno da Venezia in circa due ore. Gli alloggi costano meno rispetto alle altre città turistiche del Nord: un buon hotel in centro si trova a 60, 80 euro a notte anche in alta stagione. Il cibo è eccellente e diverso dal resto d'Italia, con piatti come il gulasch, gli gnocchi di pane e lo strudel che trovi ovunque.

La Sardegna interna: lontano dalle spiagge, vicino a qualcosa di più raro

La Sardegna che tutti conoscono è quella della Costa Smeralda e delle spiagge. Quella che vale la pena vedere da soli è l'interno: la Barbagia, il Supramonte, il Gennargentu. Sono zone con una densità di popolazione bassissima, paesaggi di montagna aspra e una cultura pastorale che resiste ancora.

Orgosolo, con i suoi murales dipinti sui muri delle case, è un paese che si visita in mezza giornata ma lascia un'impressione forte. Fonni, il comune più alto della Sardegna a quasi mille metri, d'inverno ha un clima che non assomiglia per niente all'idea che la gente ha dell'isola. Il Supramonte di Oliena offre trekking su calcare bianco con vista su gole profonde centinaia di metri, in un silenzio che in pochi posti del Mediterraneo trovi ancora.

Serve l'auto, su questo non ci sono alternative. I mezzi pubblici nell'interno sardo sono scarsi e con orari poco pratici. Ma proprio il fatto di muoverti in macchina da solo ti dà la libertà di fermarti dove vuoi: un nuraghe in mezzo a un campo, una fonte d'acqua lungo la strada, un agriturismo che vedi all'ultimo momento.

Consigli pratici per chi parte senza compagnia

La questione della sicurezza viene sempre fuori quando si parla di viaggiare da soli. In Italia il rischio reale è basso, ma ci sono accortezze sensate. Comunica sempre a qualcuno dove sei e dove stai andando, soprattutto se fai trekking. Tieni una fotocopia dei documenti separata dagli originali. Se dormi in ostelli o B&B, leggi le recensioni recenti, non quelle di tre anni fa.

Per i pasti, mangiare da soli in Italia è più facile che in molti altri paesi. La cultura del pranzo al bancone, della trattoria senza pretese, del cibo di strada è diffusa ovunque. Nessun ristoratore ti guarderà male se entri da solo e ordini un primo e un bicchiere di vino. In molti posti, soprattutto al Sud, è probabile che ti trattino meglio proprio perché sei solo: la curiosità e l'ospitalità funzionano così.

Il periodo migliore per questo tipo di viaggio è la mezza stagione: aprile, maggio, ottobre. Il clima è gestibile, i prezzi sono più bassi e i posti che ho descritto si svuotano abbastanza da restituirti quella sensazione di spazio che è il motivo per cui sei partito da solo.

Viaggiare senza compagnia non è un ripiego. È un modo diverso di stare nei posti, dove noti cose che in gruppo ti sfuggono: il rumore del vento tra le pietre di Matera, l'odore di salmastro sulla scogliera ligure, il sapore di un caffè bevuto con calma in una piazza vuota di Trieste. Sono dettagli che esistono solo quando non hai nessuno con cui parlarne in quel momento.

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Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.