Valle d'Aosta: il periodo con meno turisti, i paesaggi più belli e cosa fare tra montagna e borghi

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Nicola

Valle d'Aosta: il periodo con meno turisti, i paesaggi più belli e cosa fare tra montagna e borghi

La Valle d'Aosta si svuota tra la seconda metà di novembre e la prima di dicembre e di nuovo tra metà gennaio e metà febbraio, escluse le settimane di Natale e Capodanno. Sono le finestre in cui i prezzi degli alloggi calano anche del 40% rispetto all'alta stagione e i sentieri, i borghi e le strade restano liberi da code e parcheggi pieni.

Quando la valle si svuota davvero

Il periodo con meno turisti in assoluto è quello che va da metà novembre a inizio dicembre. Gli impianti sciistici non sono ancora tutti aperti, la stagione estiva è finita da un pezzo e chi viaggia per i mercatini di Natale aspetta ancora qualche settimana. In queste tre, quattro settimane trovi i paesi quasi fermi: i ristoranti lavorano con i locali, gli hotel applicano tariffe basse e le strade sono vuote anche nei fine settimana.

L'altro momento tranquillo è gennaio dopo l'Epifania, fino a metà febbraio circa. Gli sciatori del periodo natalizio sono tornati a casa, quelli di Carnevale non sono ancora arrivati. Courmayeur, che d'estate e durante le feste è affollatissima, in queste settimane torna a essere un paese di montagna dove cammini senza gomitate. Lo stesso vale per Cervinia nei giorni infrasettimanali: le piste ci sono, la neve pure, ma i numeri sono molto diversi dal weekend.

Se invece preferisci la bella stagione senza folla, punta sulla seconda metà di settembre. I colori autunnali stanno iniziando, il clima è ancora buono per camminare in quota fino a 2500 metri senza attrezzatura invernale e i rifugi più in basso restano aperti. Il grosso dei turisti estivi se n'è andato con la fine di agosto.

PeriodoLivello di affollamentoCosa trovi
Metà novembre, inizio dicembreMolto bassoBorghi tranquilli, prezzi bassi, pochi impianti aperti
Gennaio dopo Epifania, metà febbraioBassoSci con piste libere, hotel a tariffe ridotte
Seconda metà di settembreMedio bassoTrekking, foliage, rifugi ancora aperti
Agosto e Natale/CapodannoMolto altoPrezzi al massimo, prenotazioni obbligatorie

Tieni conto che "bassa stagione" in Valle d'Aosta non significa tutto chiuso. I ristoranti nei centri principali come Aosta, Châtillon e Saint-Vincent lavorano tutto l'anno. Quello che può capitare è trovare chiusi alcuni rifugi in quota e qualche struttura ricettiva più piccola nelle valli laterali.

I paesaggi che vale la pena cercare, valle per valle

La Valle d'Aosta è piccola, la regione più piccola d'Italia, ma ha una densità di paesaggi diversi che poche zone alpine possono eguagliare. Il punto è che molti visitatori si fermano sulla direttrice principale, quella dell'autostrada che collega il Piemonte al Monte Bianco e non entrano nelle valli laterali. È lì che si trovano le cose più belle.

La Val Veny, sul versante italiano del Monte Bianco, ha un panorama che non somiglia a nient'altro nelle Alpi occidentali. Quando risali la valle in auto o a piedi, il ghiacciaio della Brenva ti sta davanti con le sue seracche, quei blocchi di ghiaccio fratturato che sembrano torri. In autunno, con i larici che diventano arancioni, il contrasto tra il ghiaccio e il bosco è qualcosa che resta impresso. Si arriva facilmente da Courmayeur, sono pochi chilometri.

La Valtournenche è la valle che porta a Cervinia e al Cervino. Anche qui, il paese di Valtournenche stesso merita una sosta: case in pietra, fontane e una vista sul Cervino che nelle giornate limpide sembra finta tanto è nitida. Più in basso, il borgo di Antey-Saint-André ha un microclima più mite rispetto al resto della valle e d'autunno è particolarmente piacevole.

Poi c'è la Val di Cogne, che porta al Gran Paradiso, l'unico massiccio sopra i quattromila metri interamente in territorio italiano. Il paese di Cogne è il punto di partenza per le escursioni nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d'Italia. I prati di Sant'Orso, una distesa verde enorme ai piedi delle montagne, sono il primo impatto visivo quando arrivi. In inverno si trasformano in una piana innevata dove si pratica lo sci di fondo su circa 80 chilometri di piste battute.

Chi cerca qualcosa di meno conosciuto dovrebbe salire nella Valle di Champorcher, laterale rispetto alla Valle di Cogne. Qui i turisti sono pochi in qualsiasi stagione. Il lago Miserin, a circa 2580 metri, si raggiunge con un sentiero di due ore e mezza da Chardonney. Accanto al lago c'è un piccolo santuario. Il paesaggio è spoglio, minerale, molto diverso dalle valli verdi più a ovest.

I borghi da vedere senza fretta

Étroubles è un borgo lungo la strada del Gran San Bernardo, a circa 1270 metri di quota. Ci sono passati i Romani e poi Napoleone con il suo esercito nel 1800. Oggi è un museo a cielo aperto: tra le case medievali in pietra sono esposte opere d'arte contemporanea, installazioni e sculture. La cosa funziona perché il contrasto tra le opere e l'architettura antica è forte ma non forzato. Si visita in un'ora, un'ora e mezza.

Bard è all'ingresso della valle, dominato dal forte sabaudo che oggi ospita mostre temporanee di buon livello e il Museo delle Alpi. Il borgo sotto il forte è minuscolo: una via principale stretta tra case alte, con archi e passaggi coperti. Ci vogliono dieci minuti per attraversarlo a piedi, ma vale la pena fermarsi. Da Bard si vede bene come la valle si restringe fino a diventare quasi una gola e si capisce perché il forte stava proprio lì: controllava l'unico passaggio.

Il centro storico di Aosta merita più tempo di quanto la maggior parte delle persone gli dedica. L'Arco di Augusto, il teatro romano con la sua facciata alta 22 metri ancora in piedi, la Porta Pretoria con il doppio ordine di arcate: è una delle città romane meglio conservate del nord Italia. La Collegiata di Sant'Orso, appena fuori le mura, ha un chiostro romanico con capitelli scolpiti nel dodicesimo secolo che raccontano scene bibliche con una qualità di dettaglio notevole.

Cosa fare concretamente in bassa stagione

Se vai tra novembre e dicembre, concentrati sui castelli. La Valle d'Aosta ne ha più di ottanta, di cui una dozzina visitabili tutto l'anno. Il Castello di Fénis è il più noto: affreschi quattrocenteschi nel cortile interno, torri merlate e un aspetto da castello da libro illustrato. Il Castello di Issogne, dall'altra parte della valle, è diverso: più residenza signorile che fortezza, con la famosa fontana del melograno nel cortile. Entrambi si visitano con biglietti che costano pochi euro e le visite guidate in bassa stagione sono praticamente private.

Per chi cammina, anche in tardo autunno restano praticabili i sentieri sotto i 1800 metri. Il Cammino Balteo è un percorso escursionistico che attraversa il fondovalle e la media montagna per circa 350 chilometri, diviso in tappe. Non serve farlo tutto: singole tappe di tre, quattro ore funzionano come gite giornaliere. Passa tra vigneti, castelli, villaggi e tratti di bosco. Il fondo è quasi sempre buono e non richiede esperienza alpinistica.

Sul fronte enogastronomico, la bassa stagione è il momento giusto per la fonduta valdostana fatta con la Fontina DOP, il lardo di Arnad e la carbonade, uno stufato di manzo marinato nel vino. I ristoranti fuori dai circuiti turistici, quelli nei paesi piccoli come Arnad, Gressoney o Chamois, servono piatti con ingredienti locali a prezzi ragionevoli. Una cena completa con vino della valle sta tra i 30 e i 45 euro a persona.

C'è un dettaglio che molti trascurano: Chamois è l'unico comune italiano non raggiungibile in auto. Ci arrivi solo in funivia da Buisson, nella Valtournenche. È un villaggio a 1815 metri senza strade carrozzabili, silenzioso in un modo che in Italia non è facile trovare. D'inverno, con la neve, sembra un posto fuori dal tempo. Ci sono un paio di locali dove mangiare e qualche struttura per dormire, ma il motivo per salire è soprattutto stare lì, camminare un po' e poi tornare giù.

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Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.