Natura e silenzio in Italia: la località perfetta per chi vuole staccare dalla città e camminare

Pubblicato il

Scritto da

Nicola

Natura e silenzio in Italia: la località perfetta per chi vuole staccare dalla città e camminare

L'Altopiano della Lessinia, in provincia di Verona, è uno dei pochi posti in Italia dove puoi camminare per ore senza incontrare nessuno, senza sentire il rumore di un motore e senza trovare un bar ogni duecento metri. È un territorio vasto, poco frequentato rispetto alle Dolomiti, con sentieri che attraversano pascoli silenziosi, boschi di faggio e piccole contrade in pietra dove vivono ancora poche decine di persone.

Perché la Lessinia e non posti più famosi

Quando si parla di camminare nella natura in Italia, vengono in mente subito le Dolomiti, le Cinque Terre, il Sentiero degli Dei in Costiera Amalfitana. Sono posti bellissimi, ma hanno un problema: li conoscono tutti. In alta stagione i sentieri più battuti delle Dolomiti vedono passare centinaia di persone al giorno. Il silenzio, quello vero, lì non lo trovi più da anni.

La Lessinia funziona diversamente. È un altopiano che si estende per circa 300 chilometri quadrati a nord di Verona, tra i 1000 e i 1800 metri di quota. Non ha vette spettacolari, non ha rifugi famosi, non compare nelle classifiche dei travel blogger. Proprio per questo ci trovi quello che cerchi se vuoi staccare dalla città: spazio, aria pulita e una quiete che in certi momenti diventa quasi fisica, la senti addosso.

Come è fatto il territorio

L'altopiano è un grande tavolato di roccia calcarea modellato dall'erosione. Il paesaggio cambia parecchio a seconda della quota. Nella parte bassa, sotto i 1200 metri, ci sono boschi misti di carpino e nocciolo, con qualche castagneto. Salendo si entra nelle faggete, foreste fitte dove d'estate la luce filtra verde attraverso le foglie e d'autunno tutto diventa rosso e arancione.

Sopra i 1500 metri il bosco si apre e cominciano i pascoli, distese d'erba dove le malghe, cioè le vecchie cascine di montagna usate dai pastori, punteggiano il panorama. Alcune sono ancora attive e producono formaggio Monte Veronese, altre sono abbandonate e stanno lì, con i muri di pietra grigia che resistono al tempo. In certe giornate limpide dai pascoli più alti si vedono il Lago di Garda a ovest e la pianura padana a sud.

Una particolarità geologica della zona sono le valli profonde scavate dai torrenti, chiamate "vaj" nel dialetto locale. La più nota è il Vajo dell'Anguilla, una forra stretta con pareti verticali di decine di metri. Camminare sul fondo di queste valli dà una sensazione di isolamento totale: sei circondato dalla roccia, senti solo l'acqua e il vento.

I sentieri migliori per chi cerca silenzio

La rete di sentieri in Lessinia è ampia e ben segnata, anche se la manutenzione non è sempre costante. Il CAI, il Club Alpino Italiano, gestisce i tracciati principali. Per chi vuole camminate lunghe senza dislivelli impegnativi, l'altopiano è ideale: molti percorsi si sviluppano in quota con saliscendi dolci, senza le salite estenuanti tipiche della montagna alpina.

Un percorso che vale la pena conoscere è quello che collega Malga Lessinia a Castelberto, un crinale panoramico a circa 1760 metri. Sono circa 8 chilometri tra andata e ritorno, con un dislivello contenuto intorno ai 300 metri. Il sentiero attraversa pascoli aperti e in settimana, fuori da luglio e agosto, è normale non incrociare nessuno per l'intera camminata.

Chi preferisce il bosco può esplorare la zona di Giazza, un piccolo paese nella Valle di Ronchi dove si parlava ancora il cimbro, un'antica lingua di origine germanica, fino a pochi decenni fa. Da Giazza partono sentieri che entrano in faggete fitte e salgono verso le malghe di Campobrun. Qui il silenzio è diverso: non è quello aperto dei pascoli, ma quello ovattato del sottobosco, dove i suoni si smorzano tra i tronchi.

PercorsoLunghezza A/RCaratteristica
Malga Lessinia – Castelberto8 kmPascoli aperti, panorama ampio
Giazza – Malghe di Campobrun12 kmFaggete, isolamento totale
Anello delle Contrade di San Giorgio6 kmContrade in pietra, bosco misto
Vajo dell'Anguilla4 kmForra rocciosa, torrente

L'anello delle contrade di San Giorgio di Boscochiesa è adatto a chi vuole una camminata breve ma con sostanza. Si passa tra gruppi di case in pietra dove vivono pochissime persone, collegati da mulattiere che esistono da secoli. Il fondo è sterrato, a tratti sassoso e serve comunque una scarpa da trekking decente.

Quando andare e cosa aspettarsi

Il periodo migliore per camminare in Lessinia va da metà maggio a metà ottobre. D'inverno l'altopiano si copre di neve e molte strade secondarie chiudono, anche se chi pratica ciaspole, le racchette da neve, trova condizioni ottime proprio nella stagione fredda.

In estate le temperature sono piacevoli: di giorno si sta sui 22-25 gradi in quota, la sera scende a 10-12. Porta sempre una giacca antivento anche in pieno luglio, perché l'altopiano è esposto e il vento può alzarsi in pochi minuti, soprattutto sui crinali.

Una cosa da sapere: in Lessinia i punti di appoggio sono pochi. Non è come in Trentino dove ogni ora di cammino trovi un rifugio con la cucina aperta. Qui le malghe che fanno servizio di ristorazione si contano sulle dita di una mano e spesso aprono solo nei weekend. Porta acqua sufficiente, almeno un litro e mezzo a persona e qualcosa da mangiare. Le fontane ci sono, ma non su tutti i percorsi.

Come arrivarci e dove dormire

Il punto di accesso principale è Verona, che dista circa 40 minuti in auto dai primi paesi dell'altopiano. Da Verona si sale verso Bosco Chiesanuova, il centro più grande della Lessinia con circa 3500 abitanti, dove trovi alimentari, farmacia e qualche ristorante. Senza auto è complicato: i mezzi pubblici ci sono ma con frequenze limitate, soprattutto per raggiungere i punti di partenza dei sentieri.

Per dormire le opzioni sono agriturismi e bed and breakfast sparsi nelle contrade. I prezzi si aggirano sui 60-90 euro a notte per una doppia con colazione, meno della metà di quello che pagheresti in una zona turistica più nota. Alcuni agriturismi offrono anche la mezza pensione con prodotti locali: formaggi, salumi, polenta, selvaggina. Il livello medio è onesto, senza pretese di lusso ma con porzioni generose e materie prime vere.

Chi preferisce il campeggio libero deve sapere che nel Parco Naturale della Lessinia non è consentito. Esistono però un paio di aree attrezzate e campeggi privati nella zona di Bosco Chiesanuova e Erbezzo.

Quello che la Lessinia non è

Non è un posto da cartolina. Non trovi le guglie delle Dolomiti, i laghi color smeraldo o i borghi restaurati con i fiori alle finestre. Il paesaggio è austero, a tratti severo. Le contrade abbandonate hanno tetti crollati e muri invasi dall'edera. I pascoli d'inverno sono grigi e spogli. Questa assenza di abbellimento è esattamente il punto: quello che vedi è autentico, non è stato messo in scena per nessuno.

Non è nemmeno un posto per chi cerca avventura estrema. I dislivelli sono contenuti, i sentieri non presentano passaggi esposti o pericolosi, non servono attrezzature particolari oltre a buone scarpe e un minimo di preparazione fisica. È montagna gentile, adatta a chi vuole camminare con calma, fermarsi a guardare, respirare senza fretta.

La Lessinia funziona per sottrazione. Togli il rumore, togli la folla, togli le notifiche del telefono che spesso non prende e resta quello che in città hai smesso di sentire: il vento tra i faggi, il campanaccio di una mucca lontana, i tuoi passi sulla terra. Non serve andare in capo al mondo per trovarlo.

Foto dell'autore

Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.