Le Vie del Sale sono un reticolo di strade sterrate che collegano il Piemonte meridionale alla Liguria, tracciate secoli fa dai mercanti che trasportavano il sale dalla costa verso l'entroterra. Oggi alcune di queste piste sono percorribili in auto e la più nota attraversa il Parco Naturale del Marguareis tra la provincia di Cuneo e il savonese, passando sopra i duemila metri con panorami che spaziano dalle Alpi Marittime fino al mare.
Quale tratto si percorre in auto e dove si trova
Il percorso più battuto in auto è quello che parte da Limone Piemonte, in Valle Vermenagna e arriva a Monesi di Triora sul versante ligure, oppure prosegue fino a Upega e poi scende verso Ormea. Il tratto sterrato vero e proprio inizia poco sopra Limone, al Colle di Tenda vecchio e si sviluppa per circa 30 chilometri lungo crinali e valichi che superano i 2000 metri di quota. La strada è classificata come pista militare, costruita a fine Ottocento per scopi difensivi e mai asfaltata. Questo è il punto chiave: non è una strada nel senso tradizionale, ma una carrareccia di montagna con fondo in terra battuta e pietrisco.
Esiste anche un secondo itinerario molto frequentato, quello che da Garessio sale al Colle di Casotto e prosegue verso il Colle dei Giovetti. È meno impegnativo come fondo stradale, ma altrettanto panoramico nella parte alta. I due percorsi si possono collegare creando un anello di un'intera giornata, anche se la maggior parte delle persone sceglie di fare solo il tratto Limone-Monesi, che è il più spettacolare.
Quando è aperta e in che periodo andare
La strada è percorribile solo in estate e inizio autunno. L'apertura dipende dallo scioglimento della neve e dalla manutenzione che il Comune e il Parco riescono a fare ogni anno, quindi non c'è una data fissa. Di solito il tratto diventa praticabile tra metà giugno e metà ottobre, ma nelle annate con molta neve l'apertura può slittare a luglio. Prima di partire conviene chiamare l'ufficio turistico di Limone Piemonte o controllare i gruppi social dedicati, dove chi è passato nei giorni precedenti aggiorna sulle condizioni reali.
Il periodo migliore è luglio e agosto per la certezza di trovare la strada sgombra e le giornate lunghe. Settembre ha il vantaggio di meno traffico e una luce più calda, ma le giornate si accorciano e la nebbia in quota diventa più frequente. In caso di pioggia forte la pista si trasforma in fango e il rischio di restare bloccati è concreto: se le previsioni danno temporali, rimanda.
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Che auto serve davvero
Qui si apre il dibattito più acceso tra chi frequenta queste strade. La risposta onesta è che con un SUV o un fuoristrada con buona altezza da terra vai tranquillo. Ma la verità è che in condizioni normali, con fondo asciutto, la pista si percorre anche con un'auto normale a patto che abbia una altezza minima da terra di almeno 16-17 centimetri e che tu sia disposto ad andare piano. Parliamo di 10, massimo 15 chilometri all'ora nei tratti peggiori.
Il problema non sono le salite o le discese, che sono graduali. Il problema sono le pietre affioranti, i solchi scavati dall'acqua e i tratti dove il fondo è irregolare. Con un'utilitaria bassa rischi di toccare con il sottoscocca e una pietra sporgente può danneggiare coppa dell'olio o marmitta. La trazione integrale non è strettamente necessaria con il bello, ma diventa importante se il fondo è umido o se incontri tratti con ghiaia sciolta in pendenza.
Un consiglio pratico: controlla le gomme prima di partire. Devono avere un battistrada decente, perché sulla ghiaia sciolta la frenata si allunga parecchio. E porta una ruota di scorta vera, non il kit di gonfiaggio: lassù non c'è campo telefonico per buona parte del percorso e il gommista più vicino è a Limone, giù in valle.
Come si svolge il percorso da Limone a Monesi
Partendo da Limone Piemonte si segue la strada per il Colle di Tenda vecchio, quello del tunnel storico, non il nuovo. Poco prima del colle si prende la deviazione a sinistra, segnalata con cartelli marroni che indicano le Vie del Sale. Da qui l'asfalto finisce e inizia la sterrata.
Il primo tratto sale verso il Forte Centrale, una delle fortificazioni militari ottocentesche che punteggiano tutto il percorso. Vale la pena fermarsi: il forte è visitabile dall'esterno e il panorama da lì è già notevole, con la valle del Roya che si apre verso la Francia. Si prosegue poi lungo il crinale verso il Colle dei Signori, a 2107 metri, che è il punto più alto del percorso automobilistico. Qui nelle giornate limpide si vede il mare. Non è un modo di dire: la Riviera ligure è a circa 50 chilometri in linea d'aria e si distingue chiaramente.
Dal Colle dei Signori la strada scende gradualmente verso Monesi di Triora, una stazione sciistica ligure ormai quasi abbandonata, con gli impianti fermi da anni. Il paesaggio cambia: dai pascoli aperti d'alta quota si entra in boschi di larici e faggi. L'ultimo tratto prima di Monesi è il più stretto, con qualche tornante dove incrociare un'altra auto richiede manovre. In tutto, calcolando le soste per guardare il panorama e qualche foto, servono circa tre ore e mezza o quattro per coprire il percorso.
Regole di accesso e costi
Il transito sulle Vie del Sale è regolamentato. Per percorrere la pista in auto serve un permesso che si acquista online o presso gli uffici turistici di Limone Piemonte. Il costo si aggira intorno ai 20-25 euro per veicolo al giorno, ma la cifra può variare di anno in anno. Il permesso serve perché la strada attraversa un'area protetta e il numero di veicoli giornalieri è contingentato per limitare l'impatto ambientale.
Esiste un senso unico alternato in alcuni tratti, gestito con fasce orarie. Di solito la mattina si sale da Limone e il pomeriggio si scende, o viceversa. Questo sistema evita di incrociare auto in punti dove la carreggiata è larga appena quanto un veicolo. Le fasce orarie cambiano ogni stagione, quindi verifica prima di partire. Se sbagli fascia rischi di trovarti un'auto di fronte in un punto dove fare retromarcia per centinaia di metri è l'unica opzione.
Le moto seguono le stesse regole delle auto. Le biciclette, sia muscolari che elettriche, possono transitare liberamente e condividono la pista con i veicoli a motore, il che richiede attenzione in entrambe le direzioni.
Cosa portare e dove fermarsi a mangiare
Sopra i 1800 metri non ci sono punti di ristoro lungo la pista. Porta acqua abbondante, qualcosa da mangiare e una giacca a vento anche in pieno agosto, perché a 2000 metri il vento tira forte e la temperatura può scendere di dieci gradi rispetto al fondovalle. Un pieno di carburante va fatto a Limone prima di salire: il percorso tra andata e ritorno, con le basse marce e il fondo sconnesso, consuma più di quanto pensi.
Per mangiare, le opzioni migliori sono a Limone Piemonte prima della partenza o a Upega se scegli di scendere verso Ormea. A Upega c'è un piccolo rifugio che serve piatti piemontesi di montagna: polenta con sugo di cinghiale, formaggi locali, torte di nocciole. Non è un ristorante elegante, è una baita con quattro tavoli, ma si mangia bene e i prezzi sono onesti. A Monesi l'offerta è ridotta al minimo, con un paio di bar che d'estate aprono a orario variabile.
Errori da evitare
Il primo è sottovalutare i tempi. Chi non ha mai guidato su sterrato di montagna pensa di fare 30 chilometri in un'ora. Ne servono tre o quattro e se parti tardi rischi di trovarti in quota al tramonto con poca luce e nessuna illuminazione stradale. Parti la mattina presto, idealmente entro le 9.
Il secondo è ignorare le condizioni meteo. Un temporale in quota trasforma la pista in un torrente nel giro di venti minuti. Se vedi nuvole scure che si addensano sulle creste, valuta seriamente di tornare indietro. Non c'è vergogna nel rinunciare: la strada sarà lì anche domani.
Il terzo è viaggiare senza comunicarlo a nessuno. La copertura telefonica è assente per gran parte del percorso. Dì a qualcuno dove vai, a che ora pensi di tornare e quale itinerario segui. Se hai un problema meccanico serio in un punto senza campo, l'unica possibilità è aspettare che passi qualcun altro e nei giorni feriali di settembre può voler dire ore.
Le Vie del Sale non sono un'avventura estrema, ma nemmeno una gita della domenica su strada asfaltata. Stanno nel mezzo: accessibili a chiunque abbia un minimo di buon senso, un'auto adatta e la pazienza di guidare piano godendosi quello che ha intorno, che è poi l'unico motivo sensato per salire fin lassù.






