Le città d'arte italiane che costano poco e danno tanto. La lista che mancava

Pubblicato il

Scritto da

Nicola

Le città d'arte italiane che costano poco e danno tanto. La lista che mancava

In Italia ci sono città d'arte dove spendi la metà di Firenze o Venezia e trovi patrimoni culturali di livello altissimo, con meno folla e più spazio per goderti quello che vedi. Alcune le conosci di nome, altre probabilmente no e vale la pena passarci almeno un fine settimana.

Lecce: il barocco a prezzi da sud

Lecce è una di quelle città che quando ci arrivi la prima volta ti chiedi perché non ci sei venuto prima. Il centro storico è un museo a cielo aperto di architettura barocca, con facciate scolpite nella pietra leccese, una pietra calcarea morbida e dorata che i maestri scalpellini lavoravano come fosse legno. La Basilica di Santa Croce, il Duomo, piazza Sant'Oronzo: tutto concentrato in un'area che giri a piedi in mezza giornata.

Un pasto completo in trattoria costa tra i 15 e i 20 euro. Un alloggio in centro per due persone si trova a 50, 60 euro a notte anche in alta stagione, se prenoti con un po' di anticipo. L'anfiteatro romano in piazza Sant'Oronzo lo vedi gratis, ci passi davanti e te lo trovi lì. Il Museo Faggiano, che è una casa privata dove scavando hanno trovato strati di storia dal Medioevo ai Messapi, costa 3 euro di biglietto.

Bergamo Alta: una città medievale sopra la pianura

Bergamo Alta è la parte antica della città, arroccata su un colle e raggiungibile con la funicolare, che tra l'altro è compresa nel biglietto dell'autobus urbano. Le mura veneziane che la circondano sono patrimonio UNESCO dal 2017. Dentro trovi piazza Vecchia, che l'architetto Le Corbusier definì una delle piazze più belle d'Europa, la Cappella Colleoni con i suoi marmi policromi, il Battistero, il Palazzo della Ragione.

Bergamo non è economica come il sud, ma rispetto a Milano, che sta a cinquanta minuti di treno, i prezzi sono molto più gestibili. Una notte in B&B nel centro storico va dai 60 agli 80 euro per due. Mangiare bene con i casoncelli, la pasta ripiena tipica e un bicchiere di Valcalepio costa intorno ai 25 euro a testa. Quasi tutto quello che vale la pena vedere si raggiunge a piedi dentro le mura, quindi risparmi anche sugli spostamenti.

Matera: dai Sassi al turismo accessibile

Dopo essere stata Capitale Europea della Cultura nel 2019, Matera ha visto salire un po' i prezzi, ma resta una meta molto più abbordabile di quanto si pensi. I Sassi di Matera, le antiche abitazioni scavate nella roccia calcarea, sono il cuore della visita. Girarli a piedi è gratuito: cammini tra vicoli, scalinate, chiese rupestri affrescate. Per entrare nelle chiese rupestri del circuito principale paghi un biglietto cumulativo di circa 7 euro.

Dormire in un albergo ricavato dentro una grotta, un'esperienza che altrove costerebbe cifre assurde, qui parte da 70 euro a notte per due persone nei periodi di bassa stagione, che a Matera vuol dire da novembre a marzo escluse le feste. Anche in primavera si trovano soluzioni sotto i 100 euro. La cucina lucana è sostanziosa e costa poco: peperoni cruschi, pane di Matera, orecchiette con le cime di rapa. Un pranzo completo sta sui 18, 20 euro.

Mantova: arte rinascimentale senza la ressa

Mantova è stata la città dei Gonzaga per quasi quattrocento anni e quello che hanno lasciato è impressionante. Il Palazzo Ducale è uno dei complessi museali più grandi d'Europa: oltre 500 stanze, con la Camera degli Sposi affrescata da Andrea Mantegna. Il biglietto costa 15 euro, ridotto 2 euro per i giovani sotto i 25 anni dell'Unione Europea. Palazzo Te, la residenza estiva dei Gonzaga con gli affreschi di Giulio Romano, ne costa 15 ma spesso ci sono promozioni combinate.

La città è piccola, si gira tutta a piedi in un giorno, ed è circondata da tre laghi artificiali creati dal fiume Mincio. Il centro storico è patrimonio UNESCO. Per dormire, un buon albergo in centro costa tra i 60 e i 90 euro a notte per una doppia. La cucina mantovana merita da sola il viaggio: tortelli di zucca, risotto alla pilota, sbrisolona. Un pasto in una trattoria tipica si aggira sui 25 euro a persona con il vino.

Treviso: la piccola Venezia senza il biglietto d'ingresso

La chiamano così per i canali che attraversano il centro, ma Treviso ha una sua identità precisa e non è una copia in scala di nessuno. Le mura cinquecentesche, i portici affrescati, la Pescheria sull'isola in mezzo al fiume Cagnan, la chiesa di San Nicolò con il ciclo di affreschi di Tomaso da Modena: c'è materiale per riempire un fine settimana intero.

I prezzi sono nettamente inferiori a quelli di Venezia, che dista mezz'ora di treno. Un alloggio in centro a Treviso costa dai 50 ai 70 euro a notte per due. Mangiare fuori è ragionevole: un'ombra, cioè un bicchiere di vino, con un cicchetto, uno stuzzichino, costa un paio d'euro nei bacari, le osterie tipiche. Un pasto completo con radicchio rosso di Treviso cucinato in vari modi sta sui 20, 25 euro. La maggior parte delle chiese e dei luoghi d'interesse si visita gratuitamente.

Altre città che meritano attenzione

Ce ne sono diverse che non hanno la fama delle grandi mete turistiche ma offrono un rapporto tra quello che spendi e quello che vedi molto favorevole. Vale la pena elencarle con qualche indicazione concreta.

CittàCosa troviCosto medio notte (doppia)
PerugiaCentro medievale, Galleria Nazionale dell'Umbria, Fontana Maggiore50-70 €
UrbinoPalazzo Ducale, patria di Raffaello, borgo rinascimentale intatto45-65 €
Ascoli PicenoPiazza del Popolo in travertino, chiese romaniche, olive ascolane40-60 €
PistoiaPiazza del Duomo, pulpito di Giovanni Pisano, fregio robbiano50-70 €
CosenzaCentro storico normanno-svevo, Duomo patrimonio UNESCO, MAB35-55 €

Urbino in particolare è una di quelle città che sorprendono: il Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro contiene opere di Piero della Francesca e Raffaello, il biglietto costa 10 euro e il borgo intorno è rimasto com'era nel Quattrocento. Ascoli Piceno ha una delle piazze più eleganti d'Italia e probabilmente la cucina da strada più buona del centro Italia, con le olive all'ascolana fritte al momento nei chioschi del centro.

Come scegliere e quando andare

Il periodo fa una differenza enorme sui costi. Le città d'arte minori hanno il vantaggio di non avere una vera alta stagione turistica come Firenze o Roma. Settembre e ottobre sono i mesi migliori: il clima è ancora buono, le città universitarie come Perugia e Urbino si rianimano, i prezzi restano bassi. Anche marzo e aprile funzionano bene, con l'eccezione della settimana di Pasqua.

Per spostarti, i treni regionali costano poco e collegano la maggior parte di queste città. Mantova da Milano sono 8 euro, Treviso da Venezia meno di 4. Bergamo ha anche il suo aeroporto, che è lo scalo di molte compagnie low cost. Lecce si raggiunge bene in treno da Bari, dove atterrano voli economici da tutta Europa.

La differenza vera tra queste città e le grandi mete turistiche non è solo nei soldi che risparmi. È nel tipo di esperienza. In una città meno battuta entri in un museo senza coda, ti siedi in piazza senza dover sgomitare, parli con chi gestisce il ristorante perché ha tempo di fermarsi al tavolo. Il patrimonio artistico italiano è distribuito in modo capillare, non concentrato in cinque o sei posti. Chi si muove un po' fuori dalle rotte più note trova spesso di più, spendendo molto meno.

Foto dell'autore

Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.