Lago di Sorapis nelle Dolomiti: il colore azzurro lattiginoso dell'acqua e il sentiero per arrivarci

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Licia

Lago di Sorapis nelle Dolomiti: il colore azzurro lattiginoso dell'acqua e il sentiero per arrivarci

Il lago di Sorapis si trova a circa 1.925 metri di quota nelle Dolomiti bellunesi, nel territorio di Cortina d'Ampezzo. L'acqua ha un colore azzurro lattiginoso che non somiglia a nessun altro lago alpino della zona e il motivo sta nella composizione minerale della roccia che lo circonda.

Perché l'acqua ha quel colore

Il colore non dipende dal riflesso del cielo e nemmeno dalla profondità. È causato dalla farina di roccia, cioè particelle microscopiche di dolomia che i ghiacciai e i nevai del gruppo del Sorapis trascinano a valle sciogliendosi. Queste particelle restano sospese nell'acqua perché sono talmente piccole che non si depositano sul fondo, almeno non in tempi brevi. Quando la luce del sole colpisce l'acqua, le particelle diffondono le lunghezze d'onda corte dello spettro luminoso, quelle che corrispondono al blu e al turchese. Il risultato è quel turchese lattiginoso che nelle foto sembra ritoccato ma che dal vivo è esattamente così.

L'intensità del colore cambia durante l'anno. A inizio estate, quando lo scioglimento della neve è al massimo, la concentrazione di particelle è più alta e il colore è più intenso. Verso fine settembre, con meno acqua di fusione in arrivo, il lago può apparire leggermente più trasparente. Anche la luce conta: con il sole alto, tra le 10 e le 14, il colore turchese è al suo massimo. Con il cielo coperto diventa più grigio azzurro, comunque diverso da qualsiasi altro specchio d'acqua nelle vicinanze.

Il sentiero 215 dal Passo Tre Croci

Il punto di partenza più comune è il Passo Tre Croci, a 1.809 metri, raggiungibile in auto da Cortina d'Ampezzo in circa 15 minuti. Il sentiero è il numero 215 del CAI e porta direttamente al lago. La lunghezza è di circa 5,5 chilometri per tratta, con un dislivello complessivo contenuto: si sale di circa 200 metri e si scende di un centinaio, poi al ritorno si fa l'inverso. Il tempo di percorrenza è di circa un'ora e quaranta all'andata, un po' meno al ritorno.

Il primo tratto è una strada forestale larga e comoda che sale dolcemente attraverso il bosco. Dopo circa venti minuti si arriva a un bivio segnalato: si tiene il sentiero 215 verso sinistra. Da qui il percorso cambia carattere. Si entra in un sentiero più stretto, con tratti su roccia e qualche passaggio esposto, cioè punti dove il sentiero è scavato nel fianco della montagna e a valle c'è un pendio ripido.

Il tratto che richiede più attenzione è quello attrezzato con un cavo metallico fissato alla parete. Dura poche decine di metri, ma il sentiero è stretto, a volte scivoloso se bagnato e il vuoto a lato è reale. Non servono imbracatura o kit da ferrata, però è importante tenere le mani sul cavo e avere scarpe con suola che faccia presa sulla roccia. Le scarpe da ginnastica con suola liscia qui diventano un problema concreto, soprattutto in discesa.

Difficoltà reale del percorso

Il sentiero è classificato come EE, che sta per "escursionisti esperti". Nella pratica questo significa che non è una passeggiata pianeggiante, ma non è nemmeno una ferrata. La difficoltà sta nei passaggi su roccia, nei tratti esposti e nel fatto che il sentiero è molto frequentato, il che crea code nei punti stretti dove si incrociano persone che salgono e scendono.

Chi cammina regolarmente in montagna non avrà problemi. Chi non è abituato deve sapere che ci sono punti dove bisogna usare le mani per tenersi, dove il terreno è sconnesso e dove un passo falso su roccia bagnata può avere conseguenze serie. I bastoncini da trekking aiutano molto, soprattutto in discesa, quando le ginocchia lavorano di più e la stanchezza riduce la concentrazione.

Con i bambini si può fare, ma dipende dall'età e dall'abitudine. Sotto i sei, sette anni è sconsigliato per i tratti esposti. Dai dieci anni in su, se il ragazzo è abituato a camminare, il percorso è fattibile con la dovuta supervisione nei passaggi più delicati.

Quando andare e come gestire la folla

Il lago è accessibile indicativamente da metà giugno a metà ottobre, a seconda dell'innevamento. Il periodo con il colore dell'acqua più intenso va da luglio a metà settembre. Il problema principale in quei mesi è la quantità di persone. Nei weekend di luglio e agosto il sentiero è affollatissimo, con centinaia di escursionisti che si muovono in entrambe le direzioni.

Per evitare il grosso della folla, la strategia più efficace è partire presto. Essere al Passo Tre Croci alle 7 del mattino significa arrivare al lago verso le 8:40, quando c'è ancora poca gente e la luce del mattino è già buona per le foto. Chi arriva al parcheggio dopo le 9 nei giorni di punta rischia anche di non trovare posto per l'auto.

Dal 2023 è stato introdotto un sistema di regolamentazione degli accessi nei periodi di massima affluenza. Le regole possono variare di anno in anno, quindi prima di partire conviene controllare il sito del Comune di Cortina o quello del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo per sapere se serve una prenotazione o se ci sono limitazioni al parcheggio.

Cosa portare e cosa sapere prima di partire

Le scarpe da trekking con suola scolpita sono la cosa più importante. Lo ripeto perché ogni estate i soccorsi intervengono su quel sentiero per persone scivolate con calzature inadatte. Servono scarpe che arrivino sopra la caviglia, con suola in gomma che aderisca alla roccia.

Porta almeno un litro d'acqua a testa. Sul percorso non ci sono fontane e al lago non c'è un rifugio con servizio ristoro. C'era il Rifugio Vandelli nelle vicinanze, ma negli ultimi anni ha avuto periodi di chiusura e apertura variabili: verifica prima se è operativo, perché non puoi contare di trovarlo aperto. Uno snack energetico, una giacca antivento e la protezione solare completano il necessario.

Al lago è vietato fare il bagno. L'acqua è fredda, intorno ai 4 o 5 gradi anche in piena estate, ma il divieto non c'entra con la temperatura: serve a proteggere l'ecosistema del lago, che è delicato. Sono vietati anche droni e campeggio.

Dati di riferimento del percorso

Qui trovi i numeri principali per organizzarti.

DatoValore
PartenzaPasso Tre Croci, 1.809 m
Quota del lago1.925 m
Lunghezza andata5,5 km circa
Dislivello positivoCirca 200 m
Tempo andata1 ora e 40 minuti
Difficoltà CAIEE (escursionisti esperti)
Periodo consigliatoLuglio, settembre

Settembre, per chi può scegliere, è il mese migliore. La folla cala sensibilmente rispetto ad agosto, il colore dell'acqua è ancora intenso e le temperature in quota sono piacevoli per camminare. I larici iniziano a virare verso il giallo e il contrasto con il turchese del lago è qualcosa che vale la sveglia alle sei del mattino.

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Licia

Viaggiatrice curiosa, si emoziona davanti a una piazza nascosta, un affresco o un panorama inatteso. Scrive di viaggi come li racconterebbe a un amico, in modo semplice e diretto.