Il lago di Scaffaiolo si trova a 1775 metri di quota, incastrato tra le creste dell'Appennino tosco-emiliano al confine tra la provincia di Pistoia e quella di Modena. È uno dei laghi naturali più alti di tutto l'Appennino e ci si arriva solo a piedi, con un trekking che parte da diversi versanti e richiede da un'ora e mezza a tre ore a seconda del sentiero scelto.
Come si arriva: i sentieri principali
Le vie di accesso più battute sono tre e la scelta dipende da dove parti e da quanto vuoi camminare. Dal versante toscano si sale dal Passo della Calanca, sopra la Doganaccia di Cutigliano: è il percorso più breve, circa un'ora e mezza di cammino per un dislivello di 450 metri. Il sentiero è il CAI 00, che coincide con la via di crinale e corre lungo il confine regionale. È ben segnato, con bolli bianchi e rossi visibili anche con la nebbia, a patto di prestare attenzione nei tratti dove il sentiero attraversa pietraie.
Dal versante emiliano la partenza classica è dal Lago Scaffaiolo lato Fanano, più precisamente dalla località Capanna Tassoni sopra Ospitale. Qui il percorso è più lungo, circa due ore e mezza, con un dislivello di 600 metri. Il sentiero 443 sale attraverso boschi di faggio nella prima parte, poi si apre su praterie d'alta quota nell'ultimo tratto. È meno frequentato rispetto al versante toscano, il che lo rende più tranquillo nei weekend estivi.
La terza opzione è partire dal Passo dell'Abetone e percorrere il crinale verso sud lungo il sentiero 00. In questo caso si parla di tre ore abbondanti, con saliscendi continui e un percorso panoramico che tocca anche il monte Libro Aperto (1937 m). È la scelta giusta se vuoi fare un'escursione lunga e goderti il crinale, non se cerchi il modo più rapido per arrivare al lago.
| Partenza | Tempo di salita | Dislivello |
|---|---|---|
| Passo della Calanca (Doganaccia) | 1 ora e 30 minuti | 450 m |
| Capanna Tassoni (Fanano) | 2 ore e 30 minuti | 600 m |
| Passo dell'Abetone (crinale) | 3 ore | 700 m con saliscendi |
Tutti e tre i percorsi sono classificati come escursionistici (difficoltà E nella scala CAI), quindi non servono attrezzature da alpinismo. Servono però scarponi con suola scolpita, perché i tratti in cresta hanno pietra affiorante e in caso di pioggia diventano scivolosi in fretta.
Il lago da vicino: dimensioni, aspetto e contesto
Chi arriva aspettandosi uno specchio d'acqua grande e scenografico come quelli alpini potrebbe restare spiazzato. Il lago di Scaffaiolo è piccolo: ha una superficie che varia tra i 3000 e i 5000 metri quadrati a seconda della stagione e delle piogge, con una profondità massima che raramente supera i 4 metri. Ha una forma ovale irregolare, circondato da praterie erbose e qualche affioramento roccioso. Non ci sono alberi intorno perché siamo ben sopra il limite del bosco.
Quello che colpisce non è la grandezza del lago in sé, ma la posizione. Sei su una sella di crinale aperta, con la vista che spazia verso la Garfagnana da un lato e verso la pianura emiliana dall'altro. Nelle giornate limpide si vedono le Alpi Apuane a ovest, riconoscibili dal profilo aguzzo che non somiglia a niente dell'Appennino circostante. Il lago cambia colore in modo netto con la luce: grigio piombo quando è coperto, verde scuro con il sole alto, quasi nero al tramonto.
L'acqua è fredda anche in pieno agosto. Non è un lago balneabile nel senso classico del termine: qualcuno ci mette i piedi, ma fare il bagno a quasi 1800 metri con temperature dell'acqua intorno ai 10 gradi in estate non è esattamente rilassante. Inoltre è un sito di interesse naturalistico e l'ecosistema va rispettato.
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Il rifugio Duca degli Abruzzi
A pochi minuti dal lago c'è il rifugio Duca degli Abruzzi, gestito dal CAI di Pistoia. È uno dei rifugi più antichi dell'Appennino settentrionale, costruito alla fine dell'Ottocento e ristrutturato più volte. Offre posti letto, pasti caldi e un punto di appoggio per chi vuole pernottare e fare il crinale in più tappe.
Il rifugio apre generalmente da giugno a settembre, ma le date esatte cambiano ogni anno in base alla gestione e alle condizioni meteo. Se hai intenzione di dormirci, chiama prima. Nei weekend di luglio e agosto si riempie e non è il tipo di struttura dove trovi sempre posto presentandoti senza prenotazione. I prezzi sono in linea con gli altri rifugi CAI appenninici: intorno ai 25 euro per la mezza pensione per i soci, qualcosa in più per i non soci.
Anche se non dormi, vale la pena fermarsi a mangiare qualcosa. La cucina è semplice e sostanziosa, come in tutti i rifugi di montagna: zuppe, polenta, tagliatelle. Non aspettarti un menù da ristorante, ma dopo due ore di salita una minestra calda ha un sapore diverso.
Quando andare e cosa considerare sul meteo
Il periodo migliore va da metà giugno a fine settembre. Prima di metà giugno potresti trovare ancora neve residua sui versanti nord, soprattutto negli anni con inverni abbondanti. Dopo fine settembre le giornate si accorciano e il meteo diventa molto più instabile, con nebbie fitte che possono calare in mezz'ora e rendere difficile orientarsi sul crinale.
Il punto critico del meteo in quota sull'Appennino è la velocità con cui cambia. Puoi partire con il cielo sereno e trovarti avvolto nella nebbia a metà salita. I temporali estivi arrivano tipicamente nel primo pomeriggio, quindi la strategia migliore è partire presto la mattina e puntare a essere al lago entro le 11. Non è una regola assoluta, ma riduce parecchio il rischio di trovarsi esposti su un crinale durante un temporale, che a 1800 metri con fulmini non è una situazione piacevole.
Porta sempre una giacca antivento impermeabile, anche se la previsione dice sole pieno. La temperatura sul crinale è mediamente 10 gradi più bassa rispetto alla pianura e con il vento la percezione scende ancora. In agosto puoi avere 12 gradi al lago mentre a Pistoia ce ne sono 35.
Livello di difficoltà reale e a chi è adatto
Il trekking per il lago di Scaffaiolo non è tecnicamente difficile. Non ci sono tratti esposti, non servono catene o corde, non si arrampica. Detto questo, non è una passeggiata in piano. Il sentiero dalla Doganaccia, il più corto, ha comunque 450 metri di dislivello su terreno che nella parte alta è sassoso e irregolare. Chi non cammina mai in montagna lo sentirà nelle gambe e nei polmoni.
Bambini dai 7 o 8 anni in su lo fanno regolarmente, a patto che siano abituati a camminare un minimo. Con bambini più piccoli diventa faticoso per tutti, soprattutto perché non ci sono scorciatoie: se sei a metà, devi comunque finire la salita o tornare indietro per la stessa strada. I bastoncini da trekking aiutano parecchio in discesa, dove le ginocchia lavorano molto sui tratti ripidi.
Porta almeno un litro e mezzo d'acqua a testa. Sul percorso dalla Doganaccia non ci sono fonti e in estate il sole batte forte sui prati di crinale senza un filo d'ombra. Al rifugio puoi comprare acqua, ma non dare per scontato che sia aperto nel giorno in cui sali.
Cosa distingue questo trekking da altri in Appennino
L'Appennino tosco-emiliano ha decine di percorsi belli, ma il lago di Scaffaiolo ha una caratteristica che pochi altri hanno: ti dà la sensazione di essere in alta montagna senza le complicazioni dell'alta montagna vera. Il crinale è aperto, brullo, ventoso, con un orizzonte che si allarga in tutte le direzioni. Non sembra di stare a 1800 metri sull'Appennino, sembra di stare più in alto e più lontano.
Il lago stesso, per quanto piccolo, ha un fascino che dipende molto dalle condizioni in cui lo trovi. Con la nebbia che sale dal versante toscano e avvolge tutto in pochi minuti, diventa un posto silenzioso e un po' irreale. Con il sole pieno e il vento che increspa l'acqua, è tutt'altra cosa. Chi ci va più volte lo sa: non lo trovi mai uguale e questa è la ragione per cui la gente ci torna.






