Il Trentino d'autunno ha un momento esatto in cui è perfetto. Pochi lo conoscono

Pubblicato il

Scritto da

Licia

Il Trentino d'autunno ha un momento esatto in cui è perfetto. Pochi lo conoscono

Tra la fine di settembre e la seconda settimana di ottobre, nelle valli del Trentino succede qualcosa che dura poco e che la maggior parte dei turisti si perde. I larici iniziano a virare verso il giallo, i faggi si accendono di arancione e rosso, le temperature di giorno stanno ancora sui 15 gradi ma l'aria è già secca e limpida come solo l'autunno alpino sa essere.

La finestra di tempo che conta davvero

Il foliage in Trentino non è un evento che dura un mese intero, anche se molti lo pensano. La fase più intensa, quella in cui i colori sono al massimo e le foglie sono ancora sugli alberi, copre circa due settimane. Il punto varia a seconda della quota: sotto i mille metri il picco arriva verso la prima settimana di ottobre, mentre sopra i 1500 metri i larici raggiungono il loro giallo più intenso già nell'ultima settimana di settembre. Questo significa che se sali da fondovalle verso le quote alte nello stesso giorno, attraversi tre o quattro stadi diversi del cambiamento stagionale. È una cosa che in pochi posti d'Europa riesci a vedere con questa concentrazione.

Il problema è che basta una perturbazione con vento forte per spogliare i rami in un paio di giorni. Per questo chi conosce la zona tiene d'occhio le previsioni meteo della settimana, non del mese. Se vedi una finestra di tre o quattro giorni di alta pressione tra il 28 settembre e il 10 ottobre, quello è il momento di partire.

Le valli dove il colore è più intenso

Non tutto il Trentino si colora allo stesso modo. Dipende dal tipo di bosco. Le zone con prevalenza di larici, che sono le conifere che perdono gli aghi in autunno, danno quel giallo oro acceso che si vede nelle fotografie più spettacolari. Le valli con faggete, invece, virano verso tonalità di rosso e arancione scuro. Le due cose insieme creano il contrasto che rende certi panorami quasi irreali.

La Val di Non ha una marcia in più perché ai colori del bosco si aggiunge il paesaggio dei meleti. Le mele sono ancora sugli alberi in quel periodo, le foglie dei meli iniziano a ingiallire e il risultato è una sovrapposizione di piani cromatici che non trovi altrove. Poi c'è la Val di Sole, più stretta e incassata, dove la luce del mattino entra bassa e illumina i versanti esposti a est con un effetto che dura circa un'ora dopo l'alba. Chi fa fotografia lo sa e si piazza nei punti giusti prima delle sette.

La zona del Lago di Tovel merita un discorso a parte. Il lago è circondato da bosco misto e in autunno l'acqua riflette i colori con una nitidezza che dipende dall'assenza di vento. Le mattine fredde e ferme di inizio ottobre sono quelle giuste. Ci arrivi in auto fino al parcheggio e poi cammini una ventina di minuti su sentiero piano.

ZonaTipo di bosco prevalentePeriodo di picco
Val di NonFaggete e meleti1-10 ottobre
Val di SoleLarici e abeti rossi25 settembre - 5 ottobre
Lago di TovelBosco misto28 settembre - 8 ottobre
Val di Fassa (quota alta)Larici20 settembre - 2 ottobre
Altopiano di PinéFaggete e betulle5-15 ottobre

Le date in tabella sono indicative e oscillano di qualche giorno a seconda dell'andamento dell'estate precedente. Un'estate molto secca anticipa il foliage, una piovosa lo ritarda leggermente. Ma lo scarto è di cinque, sei giorni al massimo.

Perché la maggior parte delle persone arriva tardi

Il turismo autunnale in Trentino ha il suo picco di presenze nel ponte di Ognissanti, a fine ottobre e inizio novembre. In quel periodo i colori migliori sono già passati da almeno due settimane, a meno che non si scenda molto in basso di quota, verso i fondovalle sotto i 500 metri. Ma lì il paesaggio non ha la stessa forza. Chi arriva per il ponte trova boschi già mezzi spogli sopra i mille metri e una luce più grigia, perché novembre porta con sé le prime giornate coperte con regolarità.

C'è anche un altro motivo pratico. Nella prima settimana di ottobre molti rifugi e impianti di risalita sono già chiusi per la pausa tra stagione estiva e invernale. Questo scoraggia chi non conosce la zona, perché sembra che non ci sia niente da fare. In realtà è il contrario: i sentieri sono liberi, i parcheggi vuoti e le strutture ricettive a valle funzionano normalmente con prezzi più bassi rispetto ad agosto e al periodo natalizio.

Come vestirsi e cosa aspettarsi dal meteo

Le giornate tipo di inizio ottobre in Trentino hanno un'escursione termica notevole. La mattina presto, sotto i mille metri, puoi trovare 4 o 5 gradi. A mezzogiorno, con il sole, si sale a 14 o 16. La sera cala di nuovo in fretta. Questo significa vestirsi a strati: una maglia termica leggera sotto, un pile o un maglione di lana sopra e una giacca antivento nello zaino. Se sali sopra i 1500 metri aggiungi un piumino leggero, perché lassù il sole scalda meno e il vento si sente.

Le scarpe da trekking servono anche per i sentieri facili, perché le foglie cadute coprono radici e sassi e il terreno può essere umido dalla rugiada fino a metà mattina. Non servono scarponi rigidi da alta montagna: bastano calzature con suola scolpita e caviglia coperta.

Un dettaglio che molti trascurano: la luce cala presto. Verso il 5 ottobre il sole tramonta intorno alle 18:40, ma nelle valli strette l'ombra arriva già un'ora prima perché le montagne coprono l'orizzonte. Pianifica le camminate in modo da essere di ritorno entro le 17.

Tre camminate facili nel periodo giusto

Se non sei un escursionista esperto, ci sono percorsi che ti portano nel mezzo del foliage alpino senza richiedere allenamento particolare. Il giro del Lago di Tovel è il più semplice: circa 3 chilometri su sentiero pianeggiante, un'ora abbondante con le soste per guardare e fotografare. Nessun dislivello significativo.

La passeggiata lungo il Sentiero dell'Immaginario in Val di Fiemme, che parte da Cavalese e sale dolcemente nel bosco, è un'altra opzione adatta a tutti. Il dislivello è di circa 200 metri su un paio di chilometri, niente di impegnativo. Il bosco qui è di faggi e il colore dominante è un rosso cupo che verso mezzogiorno, con la luce che filtra tra le chiome, diventa quasi luminoso.

Per chi vuole qualcosa di un po' più lungo, il sentiero del Burrone Giovanelli vicino a Mezzocorona è una camminata di circa due ore che attraversa una forra, cioè una gola stretta scavata dall'acqua, con passerelle e scalini metallici. Non è tecnicamente difficile ma richiede un minimo di confidenza con l'altezza, perché in alcuni punti cammini su grate sospese. In autunno l'acqua è poca e la vegetazione nella forra prende colori diversi da quelli del bosco aperto.

Il vantaggio di chi va in settimana

Se hai la possibilità di muoverti tra martedì e giovedì, la differenza rispetto al weekend è enorme. I parcheggi ai punti di partenza dei sentieri sono semivuoti, le malghe che restano aperte in ottobre servono senza attesa e soprattutto ti trovi da solo in mezzo al bosco. La differenza acustica è una cosa che non si racconta facilmente: senza altre persone intorno, in un bosco di larici a inizio ottobre senti gli aghi che cadono. Non è un modo di dire. Cadono a migliaia, piano e fanno un fruscio continuo appena percettibile che è uno dei suoni più particolari dell'autunno in montagna.

Anche i costi cambiano. Un appartamento in Val di Non che nel weekend di metà ottobre costa 90 euro a notte, in settimana scende a 55 o 60. Gli agriturismi con mezza pensione si trovano a 70 euro a persona in infrasettimanale e in quel periodo la cucina trentina è nel suo momento migliore: polenta con funghi finferli, strangolapreti che sono gnocchi di pane e spinaci, selvaggina e le prime torte di mele con le renette appena raccolte.

Chi ha visto il Trentino solo d'estate o d'inverno si è perso la versione migliore. Quelle due settimane a cavallo tra settembre e ottobre sono il momento in cui la montagna cambia faccia senza che quasi nessuno stia guardando.

Foto dell'autore

Licia

Viaggiatrice curiosa, si emoziona davanti a una piazza nascosta, un affresco o un panorama inatteso. Scrive di viaggi come li racconterebbe a un amico, in modo semplice e diretto.