Il Buso della Rana non c'entra niente e nemmeno le Grotte di Caglieron. Il canyon di cui parliamo è la Forra del Giàs, conosciuta anche come Valle dei Giganti, nella zona di Brentino Belluno, in provincia di Verona, ai piedi del Monte Baldo. Pareti verticali di roccia rossa e grigia alte fino a 200 metri, larghe in alcuni punti appena una decina, con il torrente che ha scavato tutto in milioni di anni.
Dove si trova e perché ricorda il Grand Canyon
La Forra del Giàs si trova nella Valdadige, lungo il confine naturale tra la provincia di Verona e quella di Trento. Siamo nella parte meridionale del Monte Baldo, sul versante che guarda verso l'Adige. Il paese di riferimento è Brentino Belluno, un comune piccolo che sta sulla statale 12, quella che collega Verona al Brennero. Il paragone con il Grand Canyon viene dalle stratificazioni rocciose visibili sulle pareti: fasce di colore diverso, dal rosso ocra al grigio chiaro, che raccontano ere geologiche sovrapposte. La scala è ovviamente diversa, il Grand Canyon è largo chilometri, qui parliamo di una forra stretta, ma l'effetto visivo delle pareti a picco con quelle tonalità calde è sorprendente.
La roccia è in gran parte calcare ammonitico rosso, una formazione tipica del Veneto occidentale e del Trentino meridionale. È lo stesso tipo di pietra che si trova nei Monti Lessini e che veniva usata storicamente come materiale da costruzione. Quando la luce del sole entra nella forra nelle ore centrali della giornata, le pareti prendono un colore che va dall'arancione al rosso intenso. Questo effetto è più marcato tra maggio e settembre, quando il sole è alto abbastanza da illuminare il fondo.
Come arrivare a Brentino Belluno
Da Verona si prende l'autostrada A22 del Brennero in direzione nord e si esce al casello di Affi. Da lì si segue per Rivoli Veronese e poi per Brentino Belluno, circa 15 minuti dal casello. In alternativa, senza autostrada, si percorre la statale 12 della Valdadige, che parte da Verona ed è una strada panoramica lungo il fiume Adige. Il tempo di percorrenza da Verona centro è di circa 40 minuti.
Da Trento si scende sulla A22 in direzione sud e si esce a Rovereto Sud, oppure si percorre la statale 12 verso sud. Il tempo è di circa 50 minuti. Da Brescia o dal Lago di Garda si arriva passando per Affi, stessa uscita autostradale, in circa un'ora.
Il parcheggio si trova nel centro di Brentino Belluno, vicino alla chiesa. Non è un parcheggio enorme: nei weekend di primavera e autunno si riempie presto, meglio arrivare entro le 9 di mattina. Non ci sono parcheggi a pagamento dedicati, si lascia l'auto lungo la strada o negli spazi disponibili in paese. Da qui si parte a piedi.
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Il percorso a piedi: sentiero, tempi e dislivello
Il sentiero che porta dentro la forra è il sentiero CAI 73, segnalato con i classici segnavia bianco e rosso. Si parte dal centro di Brentino Belluno a circa 180 metri di quota. Il primo tratto è una mulattiera larga e comoda che sale con pendenza moderata attraverso un bosco misto di carpini e roverelle. Dopo circa 20 minuti si entra nella parte più stretta della forra, dove le pareti si avvicinano e il sentiero costeggia il letto del torrente.
Il percorso fino al punto più scenografico della forra, quello dove le pareti sono più alte e ravvicinate, richiede circa 45 minuti di cammino dal parcheggio. Il dislivello complessivo fino a quel punto è di circa 250 metri. Non è un percorso impegnativo dal punto di vista atletico, ma richiede attenzione in alcuni passaggi dove il sentiero si restringe e il terreno può essere scivoloso, soprattutto dopo la pioggia. Ci sono tratti con gradini scavati nella roccia e qualche breve sezione esposta, protetta però da cavi metallici.
Chi vuole proseguire può continuare sul sentiero 73 fino al Santuario della Madonna della Corona, uno dei luoghi di culto più spettacolari del Veneto, incastonato nella roccia a 774 metri di quota. Da Brentino al Santuario il tempo di salita è di circa un'ora e mezza, con un dislivello di quasi 600 metri. Il sentiero nella parte alta diventa una scalinata ripida, con oltre 1500 gradini. Questo tratto è decisamente più faticoso e richiede una preparazione fisica minima.
Cosa serve e cosa sapere prima di partire
Le scarpe da trekking con suola scolpita sono necessarie, non facoltative. Il sentiero nella forra ha tratti su roccia liscia e umida e le scarpe da ginnastica non garantiscono aderenza sufficiente. Portati almeno un litro d'acqua a persona: lungo il percorso non ci sono fontane fino al Santuario. Un bastoncino da trekking aiuta nella discesa, soprattutto se le ginocchia non sono più quelle di una volta.
Il periodo migliore per fare questo percorso va da aprile a novembre. In inverno il sentiero può essere ghiacciato nei tratti in ombra e le giornate corte non lasciano molto margine. In piena estate fa caldo nella parte bassa, ma dentro la forra la temperatura scende di diversi gradi grazie all'ombra delle pareti e all'umidità del torrente. Luglio e agosto sono mesi in cui il torrente può essere in secca, quindi l'effetto scenico è leggermente ridotto rispetto alla primavera.
Il sentiero è adatto anche a ragazzi dai 10 anni in su con un minimo di abitudine a camminare. Non è adatto a passeggini, ovviamente e nemmeno a cani di grossa taglia nei tratti più stretti con i cavi. Cani di piccola e media taglia al guinzaglio passano senza problemi.
Riepilogo pratico del percorso
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Partenza | Brentino Belluno (VR), 180 m |
| Sentiero | CAI 73 |
| Tempo fino alla forra | 45 minuti |
| Tempo fino al Santuario | 1 ora e 30 minuti |
| Dislivello forra | 250 metri |
| Dislivello Santuario | 600 metri |
| Difficoltà | Escursionistica (E) |
| Periodo consigliato | Aprile - Novembre |
Dal Santuario della Madonna della Corona si può tornare a Brentino per lo stesso sentiero, oppure prendere il servizio navetta che scende a Spiazzi, una frazione di Caprino Veronese e da lì tornare in auto. Il servizio navetta funziona nei weekend e nei festivi da primavera a autunno, con corse ogni 30 minuti circa. Il costo è di pochi euro. Verifica gli orari aggiornati sul sito del Santuario prima di contarci.
Cosa rende questo posto diverso dalle altre forre venete
Il Veneto ha diverse forre e canyon visitabili: le Grotte di Caglieron a Fregona, l'Orrido di Ponte Alto a Trento, la Val Borago a Verona. La Forra del Giàs si distingue per due motivi. Il primo è il colore della roccia, quel rosso ammonitico che non trovi nelle forre dolomitiche, dove la pietra è prevalentemente grigia o bianca. Il secondo è il collegamento diretto con il Santuario della Madonna della Corona, che trasforma una semplice escursione naturalistica in qualcosa di più articolato, con un arrivo che vale da solo il viaggio.
Non è un posto da turismo di massa, almeno per ora. Non ci sono biglietterie, passerelle sospese o installazioni scenografiche come in certi canyon commercializzati dell'Alto Adige. È un sentiero di montagna vero, con la segnaletica del CAI e nient'altro. Proprio per questo conviene andarci adesso, prima che qualcuno decida di metterci un ponte tibetano e un bar panoramico.






