Il borgo emiliano famoso per i tortellini: dove mangiare la ricetta originale e cosa vedere intorno

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Nicola

Il borgo emiliano famoso per i tortellini: dove mangiare la ricetta originale e cosa vedere intorno

Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, è il paese dove il tortellino ha la sua origine secondo la tradizione più radicata. Qui il ripieno si fa ancora con il lombo di maiale, il prosciutto crudo, la mortadella, il Parmigiano Reggiano e la noce moscata e il brodo in cui si cuociono è rigorosamente di cappone o di gallina vecchia.

Perché Castelfranco Emilia e non Bologna

La questione è antica e non del tutto risolta, ma ha una base concreta. La leggenda racconta che il tortellino nacque in una locanda di Castelfranco Emilia, dove un oste rimase così colpito dall'ombelico di una nobildonna (Venere, secondo il mito) da riprodurne la forma con un pezzetto di pasta ripiena. Al di là della leggenda, il dato storico è che Castelfranco ospita dal 1971 il Gran Galà del Tortellino, una competizione tra sfogline che ogni anno a settembre mette in scena la preparazione tradizionale davanti a una giuria. Bologna rivendica il tortellino con altrettanta forza e nel 1974 la Confraternita del Tortellino depositò alla Camera di Commercio di Bologna la ricetta ufficiale. Le due versioni sono quasi identiche, con piccole variazioni nelle proporzioni del ripieno. Ma se vuoi il paese che ha costruito la propria identità attorno a questo piatto, Castelfranco è il posto giusto.

La ricetta originale: cosa c'è dentro e cosa no

Il ripieno tradizionale del tortellino segue proporzioni precise, anche se ogni famiglia e ogni ristorante ha le sue varianti minime. La base depositata prevede lombo di maiale rosolato nel burro, prosciutto crudo stagionato, mortadella di Bologna, Parmigiano Reggiano grattugiato, uova e noce moscata. Niente ricotta, niente panna, niente aglio. Chi aggiunge la ricotta sta facendo un altro piatto, che può essere buono ma non è un tortellino.

La sfoglia si tira a mano con il mattarello su un'asse di legno, usando solo farina e uova. Deve essere sottilissima: quando la alzi controluce, devi intravedere le dita dall'altra parte. I quadrati di pasta si tagliano di circa 3 centimetri per lato, si mette una punta di ripieno al centro, si chiude a triangolo e si avvolge attorno al dito indice unendo le due punte. Il tortellino finito deve essere piccolo, non più grande di un'unghia del pollice.

Il brodo è l'altra metà del piatto. Si prepara con cappone, o in alternativa con gallina vecchia e un pezzo di manzo magro. Si parte da acqua fredda, si porta a bollore lento, si schiuma e si lascia sobbollire per almeno tre ore. Il brodo deve essere limpido e dorato, non torbido. I tortellini si cuociono direttamente nel brodo per circa due minuti, non di più.

Dove mangiare a Castelfranco Emilia

Il centro del paese è piccolo, si gira a piedi in mezz'ora, ma i posti dove mangiare bene non mancano. La Trattoria di Trombè, in via Emilia, è uno dei locali più citati per i tortellini in brodo fatti come si deve: sfoglia tirata a mano, brodo di cappone, porzioni generose. Non è un locale turistico, i prezzi sono ragionevoli e l'ambiente è quello di una trattoria emiliana vera, con i tavoli vicini e il rumore delle conversazioni.

Un'altra opzione è il Ristorante La Lumira, che lavora molto con ingredienti del territorio e propone i tortellini nella versione classica in brodo ma anche altre paste ripiene della zona. Se preferisci qualcosa di più strutturato, poco fuori dal centro trovi locali come il Ristorante Zoom, che ha un approccio più contemporaneo alla cucina emiliana senza tradire la materia prima.

Un consiglio pratico: a Castelfranco Emilia si mangia bene anche nelle sagre e negli eventi di paese. Il periodo migliore è settembre, quando si tiene la festa del tortellino. In quei giorni trovi banchi dove le sfogline preparano i tortellini davanti a te e li servono in brodo a pochi euro. È il modo più diretto per capire la differenza tra un tortellino fatto a mano e uno industriale.

La differenza tra tortellini e tortelloni

Vale la pena chiarirlo perché la confusione è diffusa. Il tortellino è piccolo, ha un ripieno a base di carne e si mangia in brodo. Il tortellone è più grande, circa il doppio, ha un ripieno di ricotta e spinaci (o ricotta e prezzemolo, a seconda della zona) e si serve con burro e salvia o con il ragù. Sono due piatti diversi, non due taglie dello stesso piatto. A Castelfranco Emilia trovi entrambi nei menu, ma il protagonista resta il tortellino in brodo.

CaratteristicaTortellinoTortellone
DimensioneCirca 3 cmCirca 6 cm
RipienoCarne, prosciutto, mortadella, ParmigianoRicotta e spinaci
Come si serveIn brodo di capponeCon burro e salvia o ragù

Se al ristorante ti propongono i tortellini con la panna, sappi che è un'usanza diffusa ma non tradizionale. In Emilia la panna sui tortellini divide le opinioni in modo netto: i puristi la considerano un'offesa al brodo, altri la accettano come variante. A Castelfranco Emilia difficilmente te la proporranno come prima opzione.

Cosa vedere a Castelfranco Emilia e nei dintorni

Il paese in sé non è una meta turistica nel senso classico, ma ha un paio di cose che meritano una sosta. Il centro storico si sviluppa lungo la via Emilia, la strada romana che taglia tutta la regione da Rimini a Piacenza. La piazza principale, Piazza Liberazione, è il cuore del paese, con il municipio e la chiesa di Sant'Ilario. Poco distante c'è il Palazzo Piella, una villa storica con un parco aperto al pubblico che ospita mostre ed eventi durante l'anno.

Il vero vantaggio di Castelfranco è la posizione. Si trova a metà strada tra Modena e Bologna, entrambe raggiungibili in venti minuti di auto. Da Modena puoi visitare il Duomo romanico, patrimonio UNESCO, l'Acetaia Comunale dove si produce il balsamico tradizionale e il Museo Enzo Ferrari se ti interessano le auto. Da Bologna hai il centro medievale con le due torri, il mercato del Quadrilatero e una densità di osterie e trattorie che non ha paragoni in Italia.

Se vuoi restare nella zona senza spostarti nelle città grandi, verso sud trovi i primi colli dell'Appennino emiliano. Vignola, a una ventina di minuti, è famosa per le ciliegie e ha una rocca medievale ben conservata. Spilamberto, ancora più vicino, ospita il Museo del Balsamico Tradizionale e merita una visita se vuoi capire la differenza tra l'aceto balsamico che trovi al supermercato e quello vero, che invecchia per almeno dodici anni in batterie di botti di legni diversi.

Quando andare e come organizzarsi

Il tortellino in brodo è un piatto invernale per tradizione, ma lo trovi tutto l'anno nei ristoranti della zona. Il periodo migliore per visitare Castelfranco Emilia è tra settembre e ottobre, quando il clima è ancora mite e si tiene la festa del tortellino. In estate il brodo bollente è meno invitante e molte trattorie chiudono per ferie ad agosto.

Per arrivarci, il modo più comodo è l'auto. L'uscita autostradale è Modena Nord sulla A1, da lì sono dieci minuti. In treno puoi scendere alla stazione di Castelfranco Emilia sulla linea Bologna-Milano: è una fermata dei regionali, non dei treni veloci, quindi calcola i tempi di conseguenza. Parcheggiare in centro non è un problema, ci sono aree gratuite a pochi passi dalla piazza.

Una mezza giornata basta per mangiare bene e fare un giro del paese. Se abbini la visita a Modena o a Bologna, hai una giornata piena che copre il meglio della cultura gastronomica emiliana senza correre. È il tipo di uscita che funziona meglio quando non hai fretta e lasci che sia il pranzo a dettare i tempi della giornata.

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Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.