Castello di Donnafugata in Sicilia: il labirinto di pietra e le stanze ispirate al Gattopardo

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Nicola

Castello di Donnafugata in Sicilia: il labirinto di pietra e le stanze ispirate al Gattopardo

Il Castello di Donnafugata si trova a una ventina di chilometri da Ragusa, nella campagna iblea, circondato da muri a secco e carrubi. Non è un castello medievale nel senso classico: è una residenza nobiliare che ha preso la forma attuale tra il Settecento e l'Ottocento, ampliata più volte dalla famiglia Arezzo De Spuches, che lo ha posseduto per secoli.

Come è fatto e cosa si visita

La struttura ha oltre 120 stanze, di cui una ventina sono aperte al pubblico. La facciata è in stile neogotico, con una loggia che ricorda vagamente certe architetture veneziane, cosa che stona volutamente con il paesaggio secco e pietroso della Sicilia sud orientale. Chi arriva per la prima volta resta colpito dal contrasto: fuori c'è la campagna ragusana, dentro trovi saloni con affreschi, stucchi, pavimenti in maiolica e arredi dell'Ottocento ancora al loro posto.

Le stanze visitabili sono distribuite su due piani. Al piano nobile si trovano i saloni di rappresentanza: la Sala degli Stemmi, la Sala della Musica, la Sala del Biliardo e diverse camere da letto con mobili originali. Ogni sala ha una decorazione diversa e non si tratta di ricostruzioni: buona parte degli arredi e degli affreschi è originale, anche se il restauro ha richiesto interventi importanti dopo decenni di abbandono.

Al piano superiore ci sono stanze più piccole, alcune con trompe l'oeil, cioè pitture murali che creano l'illusione ottica di finestre, colonne o paesaggi dove in realtà c'è solo un muro piatto. Questa tecnica era molto usata nelle dimore nobiliari siciliane per dare profondità agli ambienti e stupire gli ospiti.

Il legame con Il Gattopardo

Quando si parla di Donnafugata viene fuori sempre il nome di Tomasi di Lampedusa e del suo romanzo Il Gattopardo. La questione va chiarita, perché si fa spesso confusione. Nel romanzo, la tenuta di Donnafugata è il luogo dove il Principe di Salina trascorre le estati con la famiglia. Lampedusa però non si è ispirato a questo castello specifico: il suo modello era la villa di famiglia a Santa Margherita di Belìce, nell'agrigentino, che fu distrutta dal terremoto del 1968.

Il nome coincide e questo ha creato l'associazione. Ma il castello di Ragusa non ha un legame diretto con Lampedusa. Ha però un legame con il film. Luchino Visconti girò il suo Gattopardo del 1963 in varie location siciliane e alcune scene di interni vennero girate a Palazzo Gangi a Palermo, non qui. Tuttavia, gli ambienti di Donnafugata ricordano in modo molto forte le atmosfere del romanzo e del film: i saloni polverosi, i mobili pesanti, le tende scure, l'aria di una nobiltà che stava finendo. Questa somiglianza di atmosfera ha fatto il resto e oggi il castello è diventato nell'immaginario collettivo "il castello del Gattopardo".

Alcune stanze sono state allestite proprio per richiamare le scene del romanzo. Non è un'operazione filologica in senso stretto, ma funziona: chi ha letto il libro o visto il film riconosce immediatamente quel mondo. E chi non li conosce si porta a casa comunque l'immagine concreta di come viveva l'aristocrazia siciliana nell'Ottocento.

Il labirinto in pietra nel parco

Il parco del castello si estende per circa otto ettari ed è la parte che sorprende di più, soprattutto chi non se lo aspetta. Al centro c'è un labirinto trapezoidale costruito con muretti in pietra a secco alti circa un metro e mezzo, abbastanza da non permetterti di vedere oltre. Non è enorme: ci metti una decina di minuti a uscirne, forse un quarto d'ora se ti perdi davvero. Ma l'effetto è reale, non è una cosa simbolica.

Questo tipo di labirinto in pietra è raro in Italia. La maggior parte dei labirinti storici italiani è fatta con siepi di bosso o di alloro. Qui la scelta della pietra a secco riflette il territorio: nella campagna ragusana la pietra è il materiale di tutto, dai muri di confine alle masserie. Il labirinto si integra nel paesaggio come se fosse sempre stato lì.

Nel resto del parco ci sono piante esotiche piantate nell'Ottocento, quando i nobili siciliani facevano a gara per avere giardini con specie rare. Si trovano palme, ficus monumentali e diverse varietà di piante grasse. C'è anche una coffee house, un piccolo edificio dove i proprietari ricevevano gli ospiti all'aperto e alcune grotte artificiali scavate nella roccia calcarea. Il parco ha sofferto anni di incuria e il recupero è ancora in corso, ma la struttura originale si legge bene.

Informazioni pratiche per la visita

Il castello è di proprietà del Comune di Ragusa, che lo gestisce come museo. Gli orari cambiano tra estate e inverno, quindi conviene controllare prima di partire. In genere, nei mesi estivi è aperto tutti i giorni, mentre in inverno chiude il lunedì. La visita completa, tra interni e parco, richiede circa un'ora e mezza.

InformazioneDettaglio
PosizioneContrada Donnafugata, circa 15 km da Ragusa
Biglietto intero6 euro (interni e parco)
Durata visitaCirca 1 ora e mezza
ParcheggioGratuito, sterrato, davanti all'ingresso
AccessibilitàPiano terra accessibile, piano superiore con scale

Si arriva solo in auto. Non ci sono mezzi pubblici che collegano Ragusa al castello con frequenza utile. La strada è ben segnalata e gli ultimi chilometri attraversano la campagna iblea, con i tipici muretti a secco e gli alberi di carrubo. Il parcheggio è ampio e non si paga.

Un consiglio concreto: se visiti in estate, vai la mattina presto o nel tardo pomeriggio. Il parco non ha quasi zone d'ombra nella parte del labirinto e a luglio e agosto le temperature superano facilmente i 35 gradi. Porta acqua, perché dentro non c'è un bar. C'è un piccolo punto vendita con guide e cartoline, ma niente ristoro.

Cosa vedere nei dintorni

Donnafugata si inserisce bene in un giro più ampio della provincia di Ragusa. A pochi chilometri c'è Marina di Ragusa, sulla costa. Ragusa Ibla, il centro storico barocco patrimonio UNESCO, dista circa mezz'ora in auto. Nella stessa giornata si riesce a visitare anche Modica o Scicli, che distano rispettivamente 30 e 20 minuti.

Chi ha visto la serie televisiva del Commissario Montalbano riconoscerà il castello: è stato usato come location in diversi episodi, in particolare come residenza del personaggio di Balduccio Sinagra. Scicli e Ragusa Ibla sono le altre due location principali della serie, quindi il percorso si combina naturalmente.

Donnafugata non è il tipo di posto che ti cambia la vita. È il tipo di posto che ti fa capire, in modo fisico e immediato, cosa significava essere nobili in Sicilia quando la Sicilia era ancora un mondo a parte: il lusso nei saloni, la pietra fuori, il caldo che entrava dalle finestre e un labirinto nel giardino perché quando hai tutto il tempo e tutti i soldi, costruisci anche quello.

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Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.