Asolo, la città dei cento orizzonti: il borgo veneto che ispirò Eleonora Duse e cosa vedere oggi

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Nicola

Asolo, la città dei cento orizzonti: il borgo veneto che ispirò Eleonora Duse e cosa vedere oggi

Asolo è un borgo di circa seimila abitanti in provincia di Treviso, arroccato sulle colline a nord della pianura veneta. Da lassù si vedono i colli asolani, la pianura trevigiana fino a Venezia nelle giornate limpide e a nord le prealpi con il Monte Grappa: una quantità di panorami diversi che le ha fatto guadagnare la definizione di città dei cento orizzonti, attribuita al poeta Giosuè Carducci.

Perché Asolo ha attirato artisti e viaggiatori per secoli

La posizione di Asolo non è solo bella da guardare: è stata strategica. Già i romani avevano qui un municipium, cioè una città con una certa autonomia amministrativa. Nel Medioevo il borgo passò sotto varie signorie, ma il periodo che gli diede la fama internazionale fu il Rinascimento. Caterina Cornaro, regina di Cipro, dopo aver ceduto il suo regno a Venezia nel 1489, ricevette Asolo come feudo personale. Trasformò il borgo in una piccola corte raffinata, dove si tenevano feste, concerti e incontri letterari. Pietro Bembo ambientò qui i suoi "Asolani", dialoghi sull'amore che diedero al borgo un posto nella storia della letteratura italiana.

Quella tradizione di luogo scelto da chi cercava bellezza e ispirazione non si è mai interrotta. Nel corso dell'Ottocento e del Novecento, Asolo ha ospitato scrittori, musicisti e attori. Il compositore Gian Francesco Malipiero ci visse per decenni. Robert Browning, poeta inglese molto noto nell'Inghilterra vittoriana, amava Asolo al punto da intitolare la sua ultima raccolta "Asolando". E poi c'è stata Eleonora Duse, la più grande attrice teatrale italiana tra Otto e Novecento, che scelse questo borgo come rifugio e luogo dell'anima.

Eleonora Duse e il legame con Asolo

La Duse arrivò ad Asolo nei primi anni del Novecento, quando era già celebre in tutto il mondo per le sue interpretazioni teatrali. Aveva recitato in tutta Europa e negli Stati Uniti, era stata la rivale artistica di Sarah Bernhardt, aveva avuto una relazione intensa e turbolenta con Gabriele D'Annunzio. Quando quella storia finì e con essa un certo periodo della sua vita pubblica, Asolo divenne il posto dove tornare.

Non era un ritiro definitivo: la Duse continuò a viaggiare e a recitare. Ma Asolo rappresentava per lei la quiete, un luogo dove il paesaggio e il silenzio le restituivano qualcosa che il palcoscenico consumava. Morì nel 1924 a Pittsburgh, durante una tournée americana e il suo corpo fu riportato in Italia. È sepolta nel cimitero di Sant'Anna ad Asolo, in una tomba semplice circondata dal verde, che si può visitare ancora oggi. È uno dei luoghi più toccanti del borgo, anche per chi non conosce la sua storia nel dettaglio.

Cosa vedere nel centro storico

Asolo si gira a piedi in mezza giornata, ma merita più tempo se vuoi entrarci dentro davvero. Il centro è piccolo, raccolto, fatto di portici, vie strette e palazzi con facciate affrescate che ogni tanto spuntano tra l'intonaco consumato. La piazza principale è Piazza Garibaldi, con la fontana cinquecentesca e il caffè storico sotto i portici. È il punto di partenza naturale per qualsiasi giro.

Da lì puoi salire verso la Rocca, la fortezza medievale che sta sulla cima del colle più alto del borgo. La salita dura una quindicina di minuti a passo normale, su un sentiero in parte lastricato. Dalla Rocca il panorama è quello che ha dato ad Asolo il suo soprannome: vedi in tutte le direzioni, dai colli coltivati a prosecco fino alle montagne. Nei giorni di cielo terso si distingue la laguna veneta in lontananza.

Il Castello della Regina, che sta più in basso rispetto alla Rocca, è l'edificio dove visse Caterina Cornaro. Oggi ospita un teatro, intitolato proprio a Eleonora Duse, che è uno dei teatri più piccoli e suggestivi del Veneto. Ha una capienza ridotta e un'acustica notevole e durante l'anno propone una stagione di prosa e musica.

Il Museo Civico, ospitato nel Palazzo della Ragione, raccoglie opere legate alla storia del borgo: dipinti, sculture, cimeli della Duse e una sezione archeologica con reperti romani. Non è grande, ma ha pezzi interessanti e dà un contesto storico a quello che vedi camminando per le strade.

I dintorni che vale la pena esplorare

Asolo non è solo il centro storico. I colli intorno offrono passeggiate tra vigneti e borghi minori che hanno un fascino proprio. Possagno, a pochi chilometri, è il paese natale di Antonio Canova, lo scultore neoclassico. La sua gipsoteca, cioè la raccolta dei modelli in gesso delle sue opere, è uno dei musei più belli del Veneto e spesso viene trascurato dai turisti che si fermano solo alle mete più note.

Verso sud, i colli asolani si confondono con le colline del Prosecco, quelle che nel 2019 sono diventate patrimonio UNESCO. Se ti muovi in auto, in venti minuti sei a Valdobbiadene o a Conegliano, nel cuore della zona di produzione. Molte cantine sono aperte per visite e degustazioni, ma conviene prenotare, soprattutto nei fine settimana tra aprile e ottobre.

A nord, il Monte Grappa è raggiungibile in auto in circa quaranta minuti. Oltre al significato storico legato alla Prima Guerra Mondiale, con l'ossario e le trincee visitabili, è un punto panoramico straordinario e una meta per escursioni a piedi di varia difficoltà.

Informazioni pratiche per organizzare la visita

Asolo si raggiunge in auto da Treviso in circa 40 minuti, da Venezia in poco più di un'ora, da Padova in 50 minuti circa. Non c'è una stazione ferroviaria nel borgo: la più vicina è quella di Castelfranco Veneto, da cui poi servono 20 minuti di auto o un bus locale. I parcheggi nel centro storico sono limitati, ma ci sono aree di sosta appena fuori dalle mura da cui si sale a piedi in pochi minuti.

PeriodoClima e affluenzaNote
Marzo, aprile, maggioMite, affluenza mediaIdeale per passeggiate sui colli
Giugno, luglio, agostoCaldo, affluenza alta nei weekendSere lunghe e piacevoli in piazza
Settembre, ottobreFresco, colori autunnaliVendemmia, cantine aperte
Novembre, febbraioFreddo, pochi turistiAtmosfera raccolta, possibile nebbia

Per mangiare, il centro ha ristoranti e osterie con cucina trevigiana: radicchio in tutte le sue forme, formaggi locali, pasta fresca. I prezzi sono leggermente più alti della media della zona, ma restano ragionevoli rispetto a mete turistiche più battute. Un pranzo completo con vino si aggira sui 30, 40 euro a persona.

Un borgo che non ha bisogno di essere alla moda

Asolo non è un posto che si reinventa per attirare visitatori. Non trovi installazioni contemporanee piazzate nelle piazze, né festival gastronomici ogni fine settimana. La sua forza è esattamente quella che aveva ai tempi della Duse e di Caterina Cornaro: un paesaggio che cambia aspetto a seconda dell'ora e della stagione, un centro storico che ha conservato le proporzioni e i materiali originali, una posizione che ti fa sentire sospeso tra la pianura e la montagna.

Chi ci va con l'idea di spuntare una lista di attrazioni rischia di restare deluso, perché le "cose da vedere" in senso stretto si esauriscono in qualche ora. Ma chi si siede sotto i portici, sale alla Rocca con calma, si perde nelle stradine laterali e poi scende verso il cimitero di Sant'Anna per un momento di silenzio davanti alla tomba della Duse, capisce perché questo borgo ha ispirato poeti, musicisti e attori per cinque secoli. Non è un luogo da consumare in fretta: è un luogo dove rallentare ha ancora senso.

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Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.