In Italia ci sono sorgenti di acqua termale che sgorgano all'aperto, accessibili a chiunque senza pagare un centesimo. Non sono stabilimenti con lettini e accappatoi: sono posti naturali, a volte gestiti dai comuni, a volte semplicemente lì da secoli, dove l'acqua calda esce dalla terra e finisce in vasche dove ci si può immergere. Ne esistono più di quanti si pensi, sparsi dalla Toscana alla Sicilia e cinque in particolare meritano il viaggio.
Cascate del Mulino a Saturnia, Toscana
Le Cascate del Mulino sono probabilmente il posto termale gratuito più fotografato d'Italia, eppure molti pensano ancora che siano a pagamento perché le confondono con lo stabilimento termale di Saturnia, che è un'altra cosa. Lo stabilimento è privato, ha i suoi prezzi e i suoi servizi. Le cascate invece sono a circa un chilometro di distanza, lungo la strada provinciale che da Saturnia porta verso Montemerano, in provincia di Grosseto. L'acqua esce a 37 gradi costanti tutto l'anno e scende formando vasche naturali scavate nel travertino, quella pietra chiara e porosa che si forma proprio dal deposito dei minerali contenuti nell'acqua.
Ci si può andare in qualsiasi stagione. D'inverno l'esperienza è particolare: l'aria fredda, il vapore che sale dall'acqua, poca gente. D'estate è più affollato, soprattutto nei weekend e trovare una vasca libera diventa una questione di orari. Il consiglio è arrivarci presto la mattina o nel tardo pomeriggio. Il parcheggio è stato riorganizzato dal comune e nei mesi estivi si paga una tariffa per la sosta, ma l'accesso all'acqua resta completamente gratuito. L'acqua è ricca di zolfo, magnesio e carbonato di calcio: il tipico odore di uova che senti avvicinandoti è proprio lo zolfo. Fa bene alla pelle, alle articolazioni e alla respirazione, ma non è consigliata a chi ha la pressione molto bassa perché il calore prolungato tende ad abbassarla ulteriormente.
Bagni San Filippo, sempre in Toscana ma meno battuti
A un'ora di macchina da Saturnia, sul versante orientale del Monte Amiata, c'è un posto che chi vive in zona conosce bene ma che il turismo di massa ha largamente ignorato. Bagni San Filippo è un piccolo borgo nel comune di Castiglione d'Orcia, provincia di Siena. Nel bosco sotto il paese scorre un torrente dove confluiscono diverse sorgenti calde, con temperature che variano dai 36 ai 48 gradi a seconda del punto.
La formazione più nota si chiama Balena Bianca: una colata di depositi calcarei che sembra un ghiacciaio in mezzo al verde. L'acqua che scende da lì è bollente, quindi non ci si immerge direttamente alla sorgente. Si scende lungo il sentiero nel bosco e si trovano diverse pozze dove l'acqua si è raffreddata abbastanza da poterci stare dentro. La temperatura nelle pozze più basse sta intorno ai 37 gradi, piacevole per restarci anche mezz'ora. Il fondo è fangoso e quel fango bianco è ricco di minerali: molti se lo spalmano addosso come un trattamento per la pelle e in effetti ha proprietà simili a quelle dei fanghi che negli stabilimenti si pagano parecchio. L'accesso è libero, si raggiunge a piedi con una camminata di dieci minuti dal parcheggio. Il sentiero non è impegnativo ma serve una calzatura chiusa perché il terreno è irregolare e scivoloso.
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Terme libere di Petriolo, al confine tra Siena e Grosseto
Le terme di Petriolo hanno una storia lunga: ci andavano già i romani e nel Medioevo erano frequentate da papi e nobili senesi. Oggi lo stabilimento privato che c'era è chiuso da anni, ma le sorgenti naturali lungo il fiume Farma continuano a buttare fuori acqua calda come hanno sempre fatto. Si trovano lungo la strada regionale 73, nel tratto che collega Siena a Grosseto, in una gola boscosa dove il fiume scorre tra rocce e vegetazione fitta.
L'acqua esce a circa 43 gradi e si mescola con quella del fiume, creando zone a temperatura diversa. Nei punti dove la sorgente è più concentrata l'acqua è molto calda, quasi al limite della sopportazione. Spostandosi di qualche metro verso il fiume la temperatura scende e si trova il punto giusto. L'odore di zolfo qui è forte. Il posto è meno organizzato rispetto a Saturnia: non ci sono servizi, non c'è illuminazione, il parcheggio è un allargamento della strada. Questo lo rende meno frequentato, il che per molti è un vantaggio. La zona è stata oggetto di interventi di pulizia e messa in sicurezza da parte dei comuni di Monticiano e Civitella Paganico, ma resta un luogo naturale dove serve buon senso: non andarci da soli di notte, portarsi via tutto quello che si porta, non lasciare rifiuti.
Sorgeto a Ischia, terme in riva al mare
Ischia è un'isola vulcanica e le sorgenti termali sono ovunque, ma quasi tutte sono sfruttate da stabilimenti e hotel. L'eccezione è la baia di Sorgeto, nel comune di Forio, sulla costa sud-occidentale dell'isola. Qui l'acqua calda esce direttamente dagli scogli e si mescola con il mare, creando una specie di piscina naturale dove la temperatura cambia spostandosi di pochi centimetri.
Per arrivarci si scende una scalinata di circa 200 gradini dal parcheggio in alto. Non è una passeggiata, soprattutto al ritorno in salita e per chi ha problemi di mobilità può essere un ostacolo serio. Una volta giù, però, il posto ripaga la fatica. L'acqua in alcuni punti supera i 90 gradi alla sorgente, quindi bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi. Le zone sicure per l'immersione hanno temperature tra i 30 e i 40 gradi. Di sera il posto ha un'atmosfera particolare, con il vapore che sale dagli scogli e le luci delle barche in lontananza. L'accesso è gratuito e aperto tutto l'anno, anche di notte. D'estate qualcuno affitta lettini nella zona, ma non c'è nessun obbligo di usarli.
Segesta, in Sicilia: le terme nel nulla
Vicino al sito archeologico di Segesta, in provincia di Trapani, ci sono delle polle di acqua calda che pochi conoscono anche tra i siciliani. Si trovano nella contrada Ponte Bagni, lungo il fiume Caldo, un nome che dice già tutto. L'acqua esce dal terreno a circa 47 gradi e forma delle pozze naturali nel letto del fiume. La zona non è segnalata con cartelli turistici e per trovarla serve cercare indicazioni precise prima di partire o chiedere a qualcuno del posto.
Il contesto è rurale, senza nessun tipo di struttura. Non ci sono spogliatoi, non ci sono bagni, non c'è niente se non acqua calda che esce dalla terra in mezzo alla campagna siciliana. L'acqua ha un alto contenuto di zolfo e sali minerali e il fango sul fondo è denso e caldo. Il periodo migliore per andarci va da ottobre ad aprile: d'estate il livello dell'acqua nel fiume scende molto e le pozze possono ridursi. Il posto è raggiungibile in auto, con l'ultimo tratto su strada sterrata percorribile senza problemi da qualsiasi macchina.
Cosa portare e cosa sapere prima di andare
Tutti questi posti hanno alcune cose in comune. L'acqua termale ricca di zolfo rovina i costumi da bagno: il tessuto tende a scolorirsi e a trattenere l'odore anche dopo il lavaggio. Meglio portarne uno vecchio che non ti dispiace rovinare. Porta anche scarpe da scoglio o ciabatte con suola rigida, perché il fondo delle vasche naturali può avere pietre taglienti o depositi scivolosi.
L'immersione prolungata in acqua calda affatica il sistema circolatorio. Chi soffre di problemi cardiaci, chi è in gravidanza o chi ha la pressione arteriosa instabile dovrebbe consultare un medico prima. Per tutti gli altri, la regola pratica è non restare immersi per più di 20 minuti consecutivi e bere acqua a temperatura ambiente prima e dopo il bagno. L'acqua termale disidrata più di quanto si pensi, perché il calore fa sudare anche se non te ne accorgi.
Questi cinque posti esistono perché la geologia italiana è quella che è: un territorio vulcanico e tettonicamente attivo, pieno di fratture nella crosta terrestre da cui l'acqua riscaldata in profondità risale in superficie. Sono risorse naturali pubbliche e restano gratuite finché chi le usa le tratta con rispetto. Portarsi via i rifiuti, non usare saponi o shampoo nell'acqua, non spostare le pietre che formano le vasche: sono cose che sembrano ovvie ma che evidentemente non lo sono per tutti, visto lo stato in cui certi posti si ritrovano dopo i weekend di alta stagione.






