Snorkeling in Italia: le acque dove vale davvero la pena scendere sott'acqua

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Nicola

Snorkeling in Italia: le acque dove vale davvero la pena scendere sott'acqua

Le coste italiane hanno oltre 7.000 chilometri di sviluppo, ma i punti dove lo snorkeling regala davvero qualcosa si contano. La maggior parte delle spiagge ha fondali sabbiosi e piatti, con visibilità mediocre e poca vita. Per vedere qualcosa di concreto servono fondali rocciosi, acqua limpida e correnti che portino nutrienti senza alzare sedimento.

Cosa rende un punto di snorkeling migliore di un altro

Non basta che l'acqua sia trasparente. La visibilità conta, certo, ma quello che fa la differenza è il tipo di fondale. Un fondale sabbioso, anche con acqua cristallina, è sostanzialmente un deserto: qualche pesce sparso, poco altro. I fondali rocciosi, le praterie di posidonia (quella pianta marina che forma distese verdi sul fondo) e le pareti sommerse creano ambienti dove si concentrano pesci, invertebrati e alghe colorate. Se vuoi vedere qualcosa, cerca roccia e vegetazione marina.

L'altro fattore è la protezione ambientale. Le aree marine protette in Italia sono una trentina e nei tratti dove la pesca è vietata o limitata da anni i pesci sono più grandi, più numerosi e meno spaventati. In una zona non protetta, una cernia la vedi fuggire in tana a dieci metri di distanza. In un'area protetta, ti passa accanto senza fretta. La differenza è enorme.

Sardegna: i tratti che funzionano davvero

La Sardegna ha la fama di mare più bello d'Italia e in parte è meritata. Ma non tutta la costa sarda è buona per lo snorkeling. Le spiagge famose come La Pelosa o la Costa Smeralda hanno fondali sabbiosi e in estate un traffico di barche che rende tutto torbido. I posti giusti sono altri.

Capo Carbonara, nella punta sud-est, è area marina protetta. Qui i fondali di granito scendono a gradoni e sono ricoperti di posidonia. Si vedono saraghi, orate, polpi e con un po' di fortuna qualche barracuda mediterraneo. L'acqua è calma quasi sempre perché la baia è riparata dal maestrale. Si entra dalla spiaggia di Simius o da Cala Pira, con accesso facile.

L'Area Marina Protetta di Tavolara, nel nord-est, è un altro livello. L'isola di Tavolara ha pareti che scendono verticali anche vicino a riva e bastano due metri d'acqua per trovarsi davanti a spugne arancioni, stelle marine rosse e banchi di castagnole blu. La zona tra Punta Spalmatore e il versante ovest dell'isola è raggiungibile in barca da Porto San Paolo, con uscite giornaliere che costano tra i 30 e i 50 euro a persona.

Sicilia: non solo Favignana

Favignana la conoscono tutti e a luglio e agosto è talmente affollata che lo snorkeling diventa un esercizio di slalom tra materassini. Se ci vai, scegli Cala Rossa a giugno o settembre: il fondale è una cava di tufo sommersa, con pareti verticali e acqua di cinque, sei metri che sembra una piscina. Ma fuori stagione.

Il posto meno conosciuto e più ricco è la Riserva dello Zingaro, sulla costa nord-occidentale tra Scopello e San Vito Lo Capo. Si entra a piedi, con una camminata di venti minuti fino alla prima caletta. I fondali sono roccia calcarea coperta di alghe e l'acqua è talmente limpida che vedi il fondo a otto metri come se fosse a due. Cernie, murene, nudibranchi (quelle lumachine marine colorate che piacciono ai fotografi), ricci e anemoni. L'ingresso alla riserva costa 5 euro.

Ustica merita un discorso a parte. È un'isola vulcanica a 60 chilometri da Palermo, con la prima area marina protetta istituita in Italia nel 1986. Quasi quarant'anni di protezione hanno creato fondali che non trovi altrove nel Mediterraneo. Dalla spiaggia di Cala Sidoti, con maschera e boccaglio, vedi cernie di dieci chili a tre metri di profondità. Il traghetto da Palermo impiega circa un'ora e mezza e sull'isola si dorme con 50, 70 euro a notte in bassa stagione.

Liguria e Toscana: il Mediterraneo che non ti aspetti

Chi pensa allo snorkeling in Italia guarda sempre a sud, ma le Cinque Terre hanno fondali rocciosi ripidi e una biodiversità notevole. L'area marina protetta copre il tratto da Riomaggiore a Monterosso e i punti migliori sono sotto le scogliere tra Vernazza e Corniglia. L'acqua non è caraibica, ha quel colore verde-blu tipico della Liguria, ma la visibilità in estate arriva tranquillamente a sei, otto metri e la vita sui fondali è densa. Polpi ovunque, banchi di salpe, gorgonie gialle sulle rocce più profonde.

In Toscana il punto di riferimento è l'Isola d'Elba e in particolare il versante sud. Le spiagge di Pomonte e Chiessi hanno fondali di granito con massi enormi che creano canyon e grotte poco profonde. A Pomonte c'è anche il relitto della nave Elviscot, affondato nel 1972: sta a cinque, sei metri di profondità, abbastanza vicino da vederlo con il boccaglio quando l'acqua è calma. È uno dei pochi relitti accessibili senza bombole in tutto il Mediterraneo.

Puglia e Calabria: meno pubblicizzate, più sorprendenti

Il Salento ha tratti di costa rocciosa bassa, con insenature dove l'acqua resta bassa e trasparente per decine di metri. Porto Selvaggio, vicino a Nardò, è una baia protetta come parco naturale. Il fondale è misto, roccia e posidonia e si vedono facilmente cavallucci marini, che nel resto d'Italia sono diventati rari. L'accesso è a piedi attraverso una pineta, circa quindici minuti di cammino.

La Calabria tirrenica, nel tratto tra Praia a Mare e San Nicola Arcella, ha l'Arcomagno: un arco di roccia naturale che forma una piccola piscina collegata al mare aperto. Fuori dall'arco, il fondale scende rapidamente e le pareti rocciose ospitano margherite di mare (quegli anemoni bianchi e rosa che sembrano fiori). Si raggiunge in kayak o con piccole barche, perché il sentiero a piedi è ripido e non sempre praticabile.

Quando andare e cosa portare

Il periodo migliore va da metà maggio a metà ottobre, ma i mesi con il rapporto migliore tra visibilità, temperatura dell'acqua e assenza di folla sono giugno e settembre. A luglio e agosto la visibilità cala in molti punti per la fioritura del plancton e il traffico nautico alza sedimento costantemente.

La temperatura dell'acqua in superficie va dai 20 gradi di giugno ai 26, 27 di agosto. Con 20 gradi stai in acqua comodamente mezz'ora, poi senti freddo. Se vuoi sessioni lunghe a inizio o fine stagione, una muta corta da 2 millimetri cambia tutto.

AttrezzaturaServe davvero?Note
Maschera con lenti in vetro temperatoSì, sempreQuelle in plastica si appannano subito
Boccaglio con valvolaLa valvola in basso facilita lo svuotamento
Pinne corteQuelle lunghe da sub sono eccessive
Muta cortaDipende dal meseUtile sotto i 23 gradi
Scarpette da scoglioSì, su fondale rocciosoI ricci sono ovunque

Porta la tua attrezzatura. Quella a noleggio nelle spiagge turistiche è quasi sempre di qualità scarsa: maschere che non sigillano, boccagli scomodi, pinne della misura sbagliata. Un set decente costa tra i 40 e gli 80 euro e dura anni.

Le regole nelle aree marine protette

Ogni area marina protetta è divisa in zone A, B e C. La zona A è riserva integrale: non si entra, né a nuoto né in barca. La zona B consente il bagno e lo snorkeling ma vieta la pesca e spesso la navigazione a motore. La zona C è la meno restrittiva. Prima di entrare in acqua in qualsiasi area protetta, controlla la mappa delle zone sul sito dell'ente gestore. Le multe per violazione vanno da 500 a 5.000 euro e le applicano davvero.

Non toccare nulla, non raccogliere conchiglie, non dare da mangiare ai pesci. Non è moralismo: dare cibo ai pesci altera il loro comportamento alimentare e li rende dipendenti dalla presenza umana, con conseguenze documentate sulla salute delle popolazioni ittiche. Guardare e basta è la regola e anche il modo migliore per vedere di più, perché chi sta fermo e osserva vede animali che chi si agita in acqua non vedrà mai.

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Nicola

Appassionato di viaggi e cultura, ama esplorare città, borghi e luoghi meno battuti. Racconta ciò che scopre con curiosità e uno sguardo attento ai dettagli che fanno la differenza.