Due giorni a Roma bastano per vedere le cose che contano, a patto di non perdere tempo nei posti sbagliati. Questo itinerario segue una logica geografica precisa: si cammina per zone, senza zigzagare da un capo all'altro della città e si dà priorità a quello che vale davvero la fatica.
Come organizzare gli spostamenti
Roma ha una metropolitana con due linee principali, la A e la B, che si incrociano a Termini. Servono per i tratti lunghi, tipo da Termini al Colosseo o da Termini a piazza di Spagna. Per tutto il resto conviene andare a piedi. Il centro storico è più piccolo di quanto sembri sulla mappa: da piazza Navona al Pantheon ci vogliono sei minuti, dal Pantheon a Fontana di Trevi altri otto. I taxi costano relativamente poco per le tratte brevi e a Roma funzionano con il tassametro, quindi niente sorprese. Evita gli autobus se non conosci le linee: i tempi sono imprevedibili e il traffico può bloccarti per mezz'ora.
Un consiglio pratico: compra i biglietti per il Colosseo e i Musei Vaticani online con almeno una settimana di anticipo. Senza prenotazione rischi file di due o tre ore e con solo quarantotto ore a disposizione non te lo puoi permettere. Il biglietto del Colosseo include anche il Foro Romano e il Palatino, vale per due giorni consecutivi.
Primo giorno: dal Colosseo a Trastevere
Parti la mattina presto, alle otto se riesci. La prima tappa è il Colosseo e arrivare all'apertura fa una differenza enorme: la luce è buona per le foto, il caldo non è ancora insopportabile nei mesi estivi e dentro ci sono meno persone. La visita interna dura circa un'ora. Guardalo anche da fuori, dal lato di via dei Fori Imperiali: la prospettiva da lì è quella che vedi nelle cartoline e vale qualche minuto.
Da lì scendi direttamente nel Foro Romano, che è l'area archeologica subito accanto. Qui servono almeno quaranta minuti per attraversarlo con calma. Il percorso è in leggera salita verso il Palatino, la collina dove abitavano gli imperatori. Dal Palatino si vede il Circo Massimo dall'alto: è una delle viste più belle di Roma e la maggior parte dei turisti la salta perché non sa che esiste.
A questo punto saranno circa le undici. Scendi dal Palatino verso il Circo Massimo e prendi via di Santa Sabina, che sale sull'Aventino. Qui c'è una cosa che vale la deviazione: il buco della serratura del portone del Priorato dei Cavalieri di Malta, in piazza dei Cavalieri di Malta. Guardi dentro e vedi la cupola di San Pietro incorniciata perfettamente dal viale di siepi. Non è una trovata turistica, è un punto di vista architettonico studiato apposta nel Settecento.
Per pranzo scendi verso Testaccio, il quartiere subito sotto l'Aventino. È la zona dove la cucina romana è nata davvero, vicino all'ex mattatoio. Qui trovi trattorie che fanno cacio e pepe, carbonara e amatriciana come si deve. Felice a Testaccio e Da Remo per la pizza sono due posti concreti dove mangi bene spendendo tra i quindici e i venticinque euro a persona.
Il pomeriggio lo dedichi a Trastevere, che da Testaccio raggiungi in quindici minuti a piedi attraversando il ponte. Trastevere è il quartiere con le stradine strette, i muri color ocra, i panni stesi. La chiesa di Santa Maria in Trastevere ha mosaici del dodicesimo secolo nella parte alta della facciata e dentro l'abside: sono tra i più belli di Roma e l'ingresso è gratuito. Gira senza una meta precisa per le vie secondarie, quelle lontane da viale di Trastevere. La sera resta qui per cena: la zona è piena di locali, ma quelli nelle vie più nascoste sono quasi sempre migliori di quelli sulla piazza principale.
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Secondo giorno: dal centro storico al Vaticano
La mattina del secondo giorno inizia dal Pantheon. Arriva per le otto e mezza, prima che la piazza si riempia. Il Pantheon è un tempio romano del 27 a.C., ricostruito dall'imperatore Adriano e ha la cupola in calcestruzzo non armato più grande mai costruita. Il buco in cima, che si chiama oculo, ha un diametro di quasi nove metri e quando piove l'acqua entra davvero: il pavimento ha dei fori di scolo per farla defluire. L'ingresso è gratuito ma serve una prenotazione online, anche quella: si fa sul sito ufficiale e non costa niente.
Dal Pantheon cammini cinque minuti e arrivi a piazza Navona. La piazza ha la forma allungata dello stadio romano che c'era sotto, lo stadio di Domiziano. La fontana centrale è la Fontana dei Quattro Fiumi di Bernini e le quattro statue rappresentano il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio de la Plata. Non fermarti a lungo: guarda, apprezza e prosegui.
Da piazza Navona vai verso la Fontana di Trevi. Ci vogliono una decina di minuti a piedi. La fontana è sempre affollata, a qualsiasi ora, ma la mattina presto è il momento meno caotico. È più grande di quanto ti aspetti: occupa un'intera facciata di palazzo. Dopo averla vista, risali verso piazza di Spagna e la scalinata di Trinità dei Monti. Dalla cima della scalinata la vista sui tetti di Roma merita una sosta.
Per il pranzo, la zona intorno a via del Corso e via della Croce ha diversi posti validi. Evita i ristoranti con le foto dei piatti fuori e il menu in sei lingue: sono quasi sempre trappole per turisti con prezzi alti e qualità bassa. Cerca i posti dove vedi romani seduti, con il menu scritto a mano o su una lavagna.
Il pomeriggio è dedicato ai Musei Vaticani e alla Cappella Sistina. Prenota il biglietto per le quattordici o le quindici: la mattina è il momento di massima affluenza. Il percorso dentro i musei è lungo, circa due chilometri e ci vuole un minimo di due ore per attraversarlo senza correre. La Cappella Sistina è alla fine del percorso. Quando ci arrivi, alza lo sguardo e prenditi il tempo che serve: il soffitto dipinto da Michelangelo tra il 1508 e il 1512 è una di quelle cose che nessuna foto rende davvero.
Dai Musei Vaticani esci e in pochi minuti sei in piazza San Pietro. La basilica è gratuita e vale la visita anche se non sei credente: le dimensioni interne sono difficili da capire finché non ci entri. La Pietà di Michelangelo è subito sulla destra appena entri, protetta da un vetro. Se hai ancora energia, puoi salire sulla cupola: 551 gradini a piedi oppure un primo tratto in ascensore e poi 320 gradini. La vista da lassù copre tutta Roma.
Dove e cosa mangiare senza sbagliare
La cucina romana ha quattro piatti di pasta che trovi ovunque: carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia. La gricia è la meno conosciuta fuori Roma, ed è fatta con guanciale e pecorino, senza pomodoro e senza uovo. Se la trovi nel menu, è spesso un buon segnale sulla qualità del posto.
| Zona | Posto | Cosa provare |
|---|---|---|
| Testaccio | Felice a Testaccio | Cacio e pepe |
| Trastevere | Da Enzo al 29 | Carbonara, carciofi |
| Centro storico | Armando al Pantheon | Amatriciana, abbacchio |
| Prati (vicino al Vaticano) | Sciascia Caffè | Caffè con la cremina |
Per la colazione, entra in un bar qualsiasi e prendi cornetto e cappuccino al bancone. Costa tra un euro e ottanta e tre euro in tutto. Sedersi al tavolo fa salire il conto, a volte anche del doppio. È una regola non scritta che vale in tutta Italia, ma a Roma nei bar del centro la differenza è particolarmente marcata.
Un'altra cosa: l'acqua a Roma è buona. Le fontanelle pubbliche, i cosiddetti nasoni per la forma a naso ricurvo del rubinetto, sono ovunque nel centro storico. Riempi una bottiglia e risparmi soldi e plastica.
Quello che puoi saltare senza rimpianti
Via Veneto non è più quella di "La dolce vita". Oggi è una strada di hotel costosi e ristoranti anonimi. Piazza Venezia con il Vittoriano, il monumento bianco enorme, si vede bene passandoci davanti senza bisogno di entrarci. Le catacombe sono interessanti ma lontane dal centro e con due giorni soltanto il tempo non basta. Anche Villa Borghese, il grande parco sopra piazza del Popolo, è bella ma sacrificabile se devi scegliere: il contenuto storico e artistico del centro pesa di più.
Quarantotto ore a Roma non ti fanno vedere tutto e non è quello il punto. Ti fanno vedere abbastanza da capire perché questa città, con tutto il suo caos e i suoi difetti, continua a essere quella che è da più di duemila anni.






