Matera si gira bene in due giorni, a patto di organizzare il percorso prima di partire. I Sassi sono più estesi di quanto sembrino dalle foto, le chiese rupestri hanno orari che cambiano spesso e i ristoranti migliori si riempiono in fretta, soprattutto nei fine settimana.
Primo giorno: il Sasso Barisano e il centro storico
Parti dal Sasso Barisano, che è il rione dei Sassi più vicino al centro moderno della città. Lo raggiungi a piedi da Piazza Vittorio Veneto in meno di cinque minuti, scendendo per Via delle Beccherie. Il Barisano è il versante più restaurato dei due rioni storici: qui trovi la maggior parte degli alberghi ricavati nelle grotte, i locali e le botteghe artigiane. Ma non farti ingannare dalla superficie turistica. Appena lasci le vie principali e ti infili nei vicoli laterali, il paesaggio cambia. Le case grotta abbandonate, con le facciate scure e le porte murate, danno un'idea concreta di cosa fosse vivere qui fino agli anni Cinquanta, quando il governo fece sfollare circa quindicimila persone perché le condizioni igieniche erano insostenibili.
La prima tappa che vale davvero il tempo è la Casa Grotta di Vico Solitario, nel Sasso Caveoso, ma se vuoi seguire un ordine geografico sensato conviene visitarla il secondo giorno. Nel Barisano, concentrati invece sulla Chiesa di San Pietro Barisano, la più grande tra le chiese rupestri della città. Sotto la chiesa c'è una cripta dove venivano sistemati i corpi dei monaci su sedili di pietra per farli essiccare, una pratica funeraria diffusa nel Sud Italia fino al Settecento. La visita dura circa venti minuti e costa pochi euro.
Risalendo verso Piazza Vittorio Veneto, fermati al Palombaro Lungo, una cisterna sotterranea enorme scavata sotto la piazza. È profonda circa quindici metri e raccoglieva l'acqua piovana per tutta la città alta. Le visite guidate partono ogni mezz'ora e durano una ventina di minuti. È uno di quei posti che ti fa capire quanto fosse sofisticato il sistema di raccolta dell'acqua a Matera, molto prima che arrivasse un acquedotto.
Nel pomeriggio, spostati verso la Cattedrale, che sta nel punto più alto dei Sassi, sulla Civita, lo sperone di roccia che divide i due rioni. La chiesa è romanico pugliese del Duecento, con un rosone grande sulla facciata e un interno che è stato rimaneggiato parecchio nei secoli. Da lì hai una vista completa su entrambi i Sassi e sulla Murgia, il parco naturale che sta dall'altra parte della gravina, il canyon che taglia il paesaggio.
Dove mangiare il primo giorno
Per pranzo, cerca un posto che faccia la crapiata, una zuppa di legumi misti e cereali che è il piatto più antico della tradizione materana. Si prepara con ceci, fagioli, lenticchie, farro, grano e cicerchie, tutto cotto insieme a lungo. Non tutti i ristoranti la propongono perché richiede una cottura lenta e ingredienti che non sono sempre disponibili fuori stagione. Se la trovi nel menu, ordinala. È un piatto che racconta la cucina contadina lucana meglio di qualsiasi descrizione.
La sera, punta su un locale nel Sasso Barisano che lavori con materie prime locali. Il pane di Matera, quello con il marchio IGP, lo riconosci dalla crosta scura e spessa e dalla mollica gialla. Viene fatto con semola di grano duro dei Lucani e ha una lievitazione lunga. Accompagnalo con peperoni cruschi, che sono peperoni dolci essiccati al sole e poi fritti rapidamente in olio: diventano croccanti come patatine e hanno un sapore concentrato, leggermente affumicato. Li trovi come antipasto in quasi tutti i ristoranti della zona.
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Secondo giorno: il Sasso Caveoso e le chiese rupestri
Il Sasso Caveoso è il rione che ha mantenuto di più l'aspetto originale. Le abitazioni scavate nella roccia qui sono meno restaurate, più grezze e in alcuni punti sembra davvero di camminare in un villaggio abbandonato. Scendi lungo Via Bruno Buozzi e poi continua verso il basso fino a raggiungere la zona delle chiese rupestri più importanti.
La Chiesa di Santa Maria de Idris è quella che vedi in tutte le cartoline, incastonata dentro il costone di roccia del Monterrone. Si entra da una porticina laterale e dentro ci sono affreschi bizantini databili tra il Duecento e il Quattrocento. Lo spazio è piccolo, ci stanno una decina di persone alla volta, quindi in alta stagione potresti dover aspettare un po'. Da lì si accede direttamente alla cripta di San Giovanni in Monterrone, che ha altri affreschi e un'atmosfera ancora più raccolta.
Poco distante c'è Santa Lucia alle Malve, un ex monastero benedettino femminile con affreschi che risalgono al nono secolo. È una delle chiese rupestri più antiche di Matera e conserva una Madonna del Latte, un soggetto iconografico che si trova spesso nell'arte bizantina del Sud Italia. L'ingresso è incluso nel biglietto cumulativo che copre le principali chiese rupestri: costa circa otto euro e conviene rispetto ai biglietti singoli.
Dopo le chiese, torna verso la Casa Grotta di Vico Solitario. È un'abitazione rupestre allestita con arredi originali che mostra come viveva una famiglia nei Sassi fino allo sfollamento del 1952. Un letto, un tavolo, gli animali domestici che dormivano nella stessa stanza, la cisterna per l'acqua scavata sotto il pavimento. Aiuta a capire le dimensioni reali della povertà che ha segnato questo posto per secoli.
La Murgia e il Belvedere
Se hai ancora energie nel pomeriggio del secondo giorno, attraversa la gravina e raggiungi il Belvedere della Murgia Timone. In auto ci metti circa quindici minuti dal centro, a piedi dal Sasso Caveoso serve più di un'ora passando per il ponte tibetano sulla gravina, che è un sentiero suggestivo ma impegnativo con il caldo estivo. Dal belvedere hai la vista più completa sui Sassi, quella che vedi nelle foto aeree. Nel parco della Murgia ci sono anche diverse chiese rupestri sparse tra le rocce, visitabili solo con guida o con una buona mappa dei sentieri.
Cosa mangiare il secondo giorno
Per il pranzo, prova i cavatelli con le cime di rapa o con il ragù di carne mista, che a Matera chiamano "cutturiddu" quando è fatto con l'agnello. I cavatelli sono una pasta fresca corta, fatta con semola e acqua, senza uova e si riconoscono dalla forma incavata che trattiene bene il sugo. Un altro primo da cercare sono le orecchiette con il peperone crusco sbriciolato, che uniscono la tradizione pugliese della pasta con quella lucana del peperone secco.
Come dolce, cerca la strazzata, una torta di mandorle tipica di Matera, morbida dentro e screpolata in superficie. Non è molto dolce, ha un sapore di mandorla amara che la distingue dai dolci di mandorle che trovi nel resto del Sud.
Informazioni pratiche per organizzare le due giornate
Il modo migliore per muoversi a Matera è a piedi. Le strade dei Sassi sono quasi tutte pedonali, con scalinate e saliscendi continui. Porta scarpe comode con suola antiscivolo: la pietra calcarea diventa scivolosa anche con poca umidità. In estate le temperature superano spesso i 35 gradi e non c'è ombra in molte zone, quindi parti presto la mattina e usa le ore centrali per mangiare e riposare.
| Attrazione | Tempo di visita | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Casa Grotta Vico Solitario | 20 minuti | 5 euro |
| Palombaro Lungo | 20 minuti | 5 euro |
| Chiese rupestri (biglietto cumulativo) | 90 minuti totali | 8 euro |
| Cattedrale | 30 minuti | Gratuito |
| Belvedere Murgia Timone | 45 minuti | Gratuito |
Se arrivi in treno, la stazione delle Ferrovie Appulo Lucane è quella più vicina al centro. Da Bari ci vogliono circa un'ora e quaranta. In auto, il parcheggio più comodo è quello di Via Lucana o quello vicino a Piazza Vittorio Veneto, ma nei weekend si riempiono presto.
Due giorni a Matera bastano per vedere i Sassi con calma, entrare nelle chiese principali e mangiare bene senza correre. Quello che resta addosso, più delle singole visite, è la sensazione di camminare dentro un posto che è stato abitato senza interruzione per novemila anni e che solo negli ultimi settanta ha smesso di essere considerato una vergogna nazionale per diventare Patrimonio UNESCO.






