In Italia nessuna grande città offre trasporti pubblici completamente gratuiti per tutti i cittadini, tutto l'anno. Però esistono realtà più piccole che ci hanno provato e diverse città che garantiscono la gratuità per categorie specifiche o su determinate linee.
I comuni italiani che hanno sperimentato il trasporto gratuito
Il caso più noto è quello di Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona. Questo comune di circa quattordicimila abitanti ha introdotto un servizio di navette gratuite per collegare le frazioni al centro. Non si tratta di una rete complessa con decine di linee: sono pochi mezzi che coprono i percorsi più frequentati, finanziati direttamente dal bilancio comunale. Il modello funziona perché le dimensioni del territorio lo permettono e perché il costo complessivo resta gestibile per un'amministrazione locale.
Un altro esempio è Urbino, dove il servizio di bus navetta per il centro storico è gratuito. La città ha una conformazione particolare, tutta salite e discese e il centro è chiuso al traffico privato. La navetta gratuita non è un regalo: è una necessità logistica per permettere a residenti e studenti universitari di muoversi. Il costo viene coperto in parte dal Comune e in parte dalla Regione Marche.
Anche Genova ha avuto una sperimentazione interessante, anche se limitata. Gli ascensori pubblici e alcune funicolari storiche sono stati resi gratuiti in determinati periodi per incentivare l'uso del trasporto verticale al posto dell'auto. Non è un sistema di trasporto gratuito in senso pieno, ma è un segnale di come alcune città provino a togliere barriere economiche almeno su segmenti specifici della rete.
Gratuità per categorie: chi viaggia senza pagare nelle grandi città
Se si allarga lo sguardo oltre il concetto di "gratis per tutti", la situazione cambia parecchio. Molte città italiane offrono abbonamenti gratuiti o fortemente scontati per anziani, studenti, disabili e persone con redditi bassi. Le regole cambiano da città a città e spesso da anno a anno, perché dipendono dai fondi disponibili.
| Città | Chi viaggia gratis | Condizioni principali |
|---|---|---|
| Roma | Over 70 | ISEE sotto 15.000 euro annui |
| Milano | Over 65 | ISEE sotto 16.000 euro annui |
| Torino | Over 65 e minori sotto 10 anni | Per gli anziani serve ISEE sotto soglia |
| Bologna | Under 14 e over 65 | Per gli over 65 serve ISEE sotto 13.000 euro |
| Napoli | Over 67 | Reddito annuo sotto una soglia stabilita dal Comune |
Le soglie ISEE, cioè l'indicatore della situazione economica del nucleo familiare, vengono aggiornate periodicamente. Conviene sempre verificare sul sito dell'azienda di trasporto locale della propria città, perché i valori che trovi qui possono cambiare con le nuove delibere comunali. Il punto importante è che queste agevolazioni esistono e spesso non vengono richieste semplicemente perché la gente non sa di averci diritto.
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Perché il trasporto gratuito per tutti è raro in Italia
La ragione principale è economica, ma non nel modo in cui si pensa di solito. Il problema non è solo "mancano i soldi". È che il sistema di finanziamento dei trasporti pubblici in Italia si regge su un equilibrio fra tre fonti: i biglietti pagati dagli utenti, i contributi regionali e statali e i fondi comunali. Se togli la quota dei biglietti, devi trovare quei soldi da un'altra parte.
Per una città come Roma, dove ATAC muove circa quattro milioni di passeggeri al giorno nei periodi di punta, eliminare i ricavi da biglietteria significherebbe coprire un buco di centinaia di milioni di euro all'anno. Nessun bilancio comunale regge un impatto del genere senza tagliare altri servizi o aumentare le tasse locali. Per un comune di diecimila abitanti con due linee di bus, il discorso è completamente diverso: i numeri sono piccoli e il costo è assorbibile.
C'è poi una questione meno ovvia. In molte città europee che hanno reso gratuito il trasporto pubblico, come Tallinn in Estonia o il Lussemburgo, si è visto che la gratuità da sola non basta a far diminuire il traffico privato. Chi prende l'auto spesso non lo fa per risparmiare sul biglietto del bus, ma perché il bus ci mette il doppio del tempo, passa ogni mezz'ora, o non arriva dove serve. Se il servizio è scadente, renderlo gratis attira soprattutto chi già lo usava o chi andava a piedi, non chi guida.
Le sperimentazioni temporanee e le giornate a costo zero
Diverse città italiane organizzano periodicamente giornate di trasporto gratuito, di solito in occasione della Settimana Europea della Mobilità a settembre o durante le domeniche ecologiche con blocco del traffico. Milano, Torino, Roma e Bologna lo hanno fatto più volte. In queste giornate tutti i mezzi pubblici della rete urbana sono utilizzabili senza biglietto.
Queste iniziative servono più come strumento di comunicazione che come politica strutturale. Danno la possibilità a chi non prende mai il bus o la metro di provare il servizio senza spendere nulla. L'idea è che qualcuno, dopo aver provato, decida di comprare un abbonamento mensile. I dati su quanto questo effetto sia reale sono pochi e non sempre incoraggianti, ma le amministrazioni continuano a proporle.
Cosa succede nel resto d'Europa e cosa può insegnare all'Italia
Il Lussemburgo dal 2020 ha reso gratuiti tutti i trasporti pubblici nel paese: treni, tram e autobus. Può farlo perché è uno stato piccolo, ricchissimo, con un bilancio pubblico in attivo e una rete di trasporti contenuta. Tallinn, la capitale dell'Estonia, offre trasporto gratuito ai residenti registrati dal 2013. Anche alcune città tedesche e francesi di medie dimensioni hanno adottato modelli simili.
Quello che emerge da queste esperienze è un dato costante: la gratuità funziona quando si accompagna a un servizio frequente e capillare. Se il bus passa ogni cinque minuti e copre bene il territorio, togliere il costo del biglietto ha un impatto reale sulle abitudini delle persone. Se il bus passa ogni venti minuti e l'ultima corsa è alle nove di sera, il biglietto gratis cambia poco.
In Italia la sfida vera non è tanto rendere gratuito il trasporto, quanto renderlo utilizzabile. Le città che hanno investito sulla frequenza delle corse e sulla copertura territoriale, come Milano con la sua rete metropolitana, hanno visto crescere il numero di passeggeri anche con biglietti a pagamento. Quelle dove il servizio è rimasto fermo agli anni Novanta continuano a perdere utenti, qualunque sia il prezzo del biglietto.
Come verificare se hai diritto alla gratuità nella tua città
Il primo passo è controllare il sito dell'azienda di trasporto pubblico del tuo comune. A Roma è ATAC, a Milano ATM, a Torino GTT, a Napoli ANM, a Bologna TPER. Cerca nella sezione dedicata alle agevolazioni tariffarie o agli abbonamenti agevolati. Di solito serve un ISEE in corso di validità, che puoi ottenere gratuitamente al CAF, cioè il centro di assistenza fiscale, o tramite il sito INPS con lo SPID.
Alcune agevolazioni richiedono anche la residenza nel comune, altre valgono per chi studia o lavora in città pur abitando altrove. I tempi per ottenere l'abbonamento gratuito o ridotto variano: in alcune città bastano pochi giorni, in altre servono settimane perché la domanda va approvata. Conviene muoversi con anticipo rispetto al momento in cui ti serve l'abbonamento.
Il trasporto pubblico gratuito per tutti, in Italia, resta un'idea più che una realtà. Ma le agevolazioni esistenti coprono una fetta di popolazione più ampia di quanto si creda e il vero spreco è non usarle quando se ne ha diritto.






