Tra metà ottobre e fine novembre, i boschi italiani cambiano colore in modo graduale, partendo dalle quote più alte per scendere verso le valli. Il foliage, cioè il momento in cui le foglie degli alberi virano dal verde al giallo, arancione e rosso prima di cadere, in Italia ha una varietà che pochi paesi europei possono offrire, perché il territorio va dalle Alpi alle colline mediterranee e ogni fascia climatica ha i suoi tempi e le sue sfumature.
Perché le foglie cambiano colore e quando succede
Il meccanismo è semplice: quando le giornate si accorciano e le temperature scendono, gli alberi smettono di produrre clorofilla, il pigmento verde che usano per la fotosintesi. A quel punto emergono altri pigmenti che erano già presenti nella foglia ma nascosti dal verde: i carotenoidi, che danno il giallo e l'arancione e le antocianine, responsabili del rosso intenso. Più l'escursione termica tra giorno e notte è forte, più i rossi diventano accesi.
In Italia il periodo migliore cambia parecchio a seconda di dove ti trovi. Sulle Alpi, sopra i 1500 metri, i larici iniziano a ingiallire già nella prima settimana di ottobre. In Appennino il picco arriva tra la fine di ottobre e le prime due settimane di novembre. Nelle zone collinari del centro e del sud, come le Langhe o i boschi della Sila, si può arrivare tranquillamente a fine novembre prima che il colore raggiunga il massimo.
Le Alpi orientali: Val di Non e Dolomiti
La Val di Non, in Trentino, è famosa per i meleti e in autunno il contrasto tra il giallo delle foglie dei meli e il verde scuro dei boschi di conifere sullo sfondo crea un effetto che vale il viaggio. Il lago di Tovel, poco distante, è circondato da faggi e larici che tra metà ottobre e inizio novembre formano una cornice di colori riflessa nell'acqua. Il sentiero che gira intorno al lago è pianeggiante, lungo circa tre chilometri e mezzo, adatto a chiunque.
Nelle Dolomiti il protagonista è il larice, l'unica conifera europea che perde le foglie. Quando i larici virano al giallo oro, le pareti di roccia grigia e rosa delle Dolomiti fanno da sfondo e il risultato è quello che i fotografi chiamano "l'enrosadira d'autunno". La Val di Funes, con le Odle alle spalle, è probabilmente il punto più fotografato. Anche la zona del Lago di Braies e la Val Fiscalina offrono scorci notevoli, con il vantaggio di essere meno affollate rispetto all'estate.
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Piemonte: Langhe e Monferrato
Le Langhe in autunno hanno un aspetto completamente diverso rispetto al resto dell'anno. I vigneti di nebbiolo, barbera e dolcetto perdono le foglie in tempi diversi a seconda del vitigno e questo crea un mosaico di colori sulle colline che va dal giallo pallido al rosso scuro. Il periodo giusto è la seconda metà di ottobre, quando la vendemmia è finita e le vigne iniziano a spogliarsi.
I paesi da cui si vedono i panorami migliori sono La Morra, Barolo e Serralunga d'Alba. Da La Morra, in particolare, c'è un belvedere sulla piazza principale da cui si vede un mare di colline colorate che arriva fino alle Alpi innevate nelle giornate limpide. Il Monferrato, più a nord, è meno turistico ma altrettanto bello: le colline sono più dolci, i vigneti si alternano a boschi di querce e castagni e l'atmosfera è più tranquilla.
Toscana: Casentino e Val d'Orcia
La Foresta del Casentino, tra Toscana e Romagna, è il posto dove il foliage raggiunge probabilmente la massima intensità in tutto il paese. Si tratta di una delle foreste più antiche d'Europa, con faggi, aceri, castagni e cerri che in autunno producono una tavolozza di colori difficile da descrivere. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi organizza ogni anno escursioni guidate nel periodo del foliage, di solito tra il 15 ottobre e il 15 novembre.
Il punto più spettacolare è il passo della Calla, da cui si vedono le chiome degli alberi dall'alto, come un tappeto colorato che copre le vallate. Anche il sentiero che porta all'Eremo di Camaldoli attraversa tratti di faggeta dove il rosso delle foglie filtra la luce in modo particolare. Per chi preferisce la macchina, la strada provinciale 71 che attraversa il parco offre scorci continui senza bisogno di camminare.
La Val d'Orcia è diversa: qui non ci sono grandi foreste, ma il paesaggio collinare con i cipressi, i campi arati e qualche quercia isolata che cambia colore ha un fascino più sobrio, quasi pittorico. Il periodo migliore è novembre, quando la luce bassa dell'autunno allunga le ombre sulle colline.
Centro e Sud: dove il foliage arriva più tardi
In Umbria, i Monti Sibillini offrono un foliage di alta quota con faggi e sorbi che si colorano tra fine ottobre e inizio novembre. Il Piano Grande di Castelluccio, famoso per la fioritura estiva, in autunno ha un fascino diverso: l'altopiano diventa dorato e le montagne intorno si tingono di arancione. Poca gente, silenzio, aria fredda e pulita.
Scendendo verso sud, la Sila in Calabria è una sorpresa per molti. I boschi di faggio e pino laricio che coprono l'altopiano silano, sopra i mille metri, in novembre diventano un mix di giallo, arancione e verde scuro. Il Lago Arvo e il Lago Cecita sono due punti dove il riflesso dei colori sull'acqua funziona particolarmente bene. La Sila ha il vantaggio di essere poco frequentata anche in autunno, quindi si gira con calma.
In Sicilia, il Parco dei Nebrodi e il versante nord dell'Etna hanno faggete che si colorano tra fine ottobre e metà novembre. Non è il foliage delle Alpi, ma ha un suo carattere: i colori caldi delle foglie si mescolano con la lava nera dell'Etna o con il verde della macchia mediterranea, creando contrasti insoliti.
Quando andare: una tabella orientativa
I tempi variano ogni anno in base alle temperature e alle piogge, ma questa tabella dà un'indicazione di massima su cui basarsi per programmare un viaggio nei periodi giusti.
| Zona | Quota | Periodo di picco |
|---|---|---|
| Alpi sopra i 1500 m | Alta | 1-20 ottobre |
| Dolomiti e valli alpine | Media | 10-31 ottobre |
| Langhe e Monferrato | Collina | 15-31 ottobre |
| Foreste Casentinesi | Media | 15 ott - 15 nov |
| Val d'Orcia | Collina | Novembre |
| Monti Sibillini | Media | Fine ott - inizio nov |
| Sila | Media | Novembre |
| Etna e Nebrodi | Media | Fine ott - metà nov |
Un consiglio pratico: se vuoi vedere i colori al massimo, controlla le temperature notturne della zona che ti interessa nei giorni precedenti alla partenza. Quando le minime scendono sotto i 5 gradi per almeno una settimana, il cambio di colore accelera. Le app meteo con lo storico delle temperature sono più utili di qualsiasi previsione generica sul foliage.
Cosa cambia tra guardare e fotografare
Chi va a vedere il foliage con l'idea di fotografarlo deve sapere che le ore migliori sono la prima dopo l'alba e l'ultima prima del tramonto. La luce radente fa risaltare i colori e crea profondità. A mezzogiorno, con il sole alto, i colori appaiono piatti e meno saturi. Questo vale ovunque, ma in particolare nelle valli strette delle Alpi e degli Appennini, dove il sole diretto dura poche ore.
Le giornate nuvolose, che sembrano le peggiori, in realtà funzionano bene per fotografare i boschi da vicino: la luce diffusa elimina le ombre dure e i colori delle foglie escono più uniformi. Le giornate di nebbia leggera nelle Langhe o in Casentino producono immagini con un'atmosfera che il cielo azzurro non può dare.
Il foliage italiano ha una qualità che lo distingue da quello nordamericano o giapponese, i due più celebrati al mondo: la varietà del paesaggio che lo circonda. In nessun altro posto i colori autunnali si mescolano con vigneti, borghi medievali, laghi alpini e vulcani nello spazio di poche centinaia di chilometri. Non serve andare lontano per vederlo, basta sapere dove guardare e scegliere la settimana giusta.






