Il Cammino di San Francesco si percorre in circa due settimane, da Firenze (o da La Verna) fino ad Assisi, lungo un tracciato di circa 300 chilometri che attraversa l'Appennino tosco-romagnolo e l'Umbria. La scelta del periodo di partenza cambia radicalmente l'esperienza: il clima, l'affollamento dei sentieri, la disponibilità di alloggi e persino il paesaggio che ti trovi davanti.
I due itinerari principali e le loro differenze
Prima di ragionare sulle date, serve chiarire una cosa che genera confusione. Esistono due varianti riconosciute del cammino. La prima è il Cammino del Nord, che parte dal Santuario de La Verna in provincia di Arezzo e arriva ad Assisi in circa 13 tappe, per un totale di 189 chilometri. La seconda è il Cammino del Sud, che parte da Roma e risale verso Assisi in circa 15 tappe, coprendo 290 chilometri attraverso la Sabina e la Valle Santa reatina. Chi parte da Firenze aggiunge alcune tappe iniziali per raggiungere La Verna, portando il totale a circa 300 chilometri.
La variante Nord è quella più battuta e più legata alla tradizione francescana. Passa per Sansepolcro, Città di Castello, Gubbio, Valfabbrica. Il terreno alterna salite impegnative a tratti pianeggianti lungo valli fluviali. La variante Sud ha un carattere diverso: è più calda d'estate, meno frequentata e attraversa zone collinari con meno servizi lungo il percorso. Il periodo migliore cambia in modo significativo a seconda di quale itinerario scegli.
I mesi migliori per il Cammino del Nord
Il tratto da La Verna ad Assisi raggiunge quote che superano i 1.200 metri nella prima parte, soprattutto intorno al Monte Casella e all'Alpe di Catenaia. Questo significa che a maggio le mattine possono essere fredde, con temperature intorno ai 5 gradi in quota, ma le giornate si allungano e il rischio di piogge prolungate è più basso rispetto ad aprile. Il paesaggio è al suo meglio: i boschi di faggio hanno il verde brillante delle foglie nuove, i prati sono fioriti, i torrenti hanno ancora acqua.
Giugno è probabilmente il mese con il miglior equilibrio tra clima e affluenza. Le temperature in quota restano gradevoli, tra i 12 e i 22 gradi durante il cammino e non hai ancora il caldo della pianura umbra che a luglio e agosto diventa pesante. Gli ostelli e gli alloggi convenzionati sono aperti, ma non ancora pieni come nel periodo di punta.
Settembre, dalla seconda metà in poi, è l'altro periodo che chi conosce bene questo cammino consiglia spesso. Il caldo estivo si attenua, le giornate sono ancora lunghe abbastanza per completare tappe di 20 chilometri senza fretta e il 4 ottobre cade la festa di San Francesco: molti pellegrini pianificano l'arrivo ad Assisi proprio per quella data, il che rende le ultime tappe più affollate ma anche più coinvolgenti dal punto di vista dell'atmosfera.
I più letti oggi:
I mesi migliori per il Cammino del Sud
Chi parte da Roma deve fare i conti con un territorio diverso. Le quote sono più basse, il sole picchia di più e d'estate la Valle Santa reatina diventa una fornace. Luglio e agosto sono mesi da evitare su questo tratto: non è solo una questione di disagio, ma di sicurezza. Camminare per ore a 35 gradi con poca ombra e pochi punti acqua espone a colpi di calore, soprattutto se non sei un camminatore allenato.
I mesi ideali per la variante Sud sono aprile e ottobre. Aprile ha il vantaggio di temperature miti nella campagna laziale, con massime intorno ai 18 gradi e la possibilità di piogge che però raramente durano più di mezza giornata. Ottobre offre condizioni simili, con il bonus dei colori autunnali che nella Sabina sono particolarmente intensi. Tieni presente che alcuni ostelli parrocchiali lungo la variante Sud chiudono a fine ottobre, quindi conviene verificare prima di partire.
Quando evitare la partenza
Da novembre a marzo il cammino è tecnicamente percorribile, ma con limitazioni serie. Molte strutture di accoglienza lungo il percorso chiudono per la stagione invernale, soprattutto quelle gestite da volontari o parrocchie. La segnaletica, che in alcuni tratti è già carente in estate, diventa più difficile da seguire con foglie cadute e vegetazione bassa che copre i sentieri. In quota può nevicare da dicembre a febbraio e i tratti esposti sull'Appennino diventano scivolosi.
Agosto è il mese più affollato in assoluto. Gli ostelli con posti letto limitati, come quello di Pietralunga o di Valfabbrica, si riempiono presto e senza prenotazione rischi di restare fuori. Il caldo nella pianura umbra tra Gubbio e Assisi rende le tappe finali faticose. Se puoi scegliere, evita le prime due settimane di agosto.
Come il periodo influisce sugli alloggi
Lungo il Cammino di San Francesco gli alloggi si dividono in tre categorie: ostelli per pellegrini (spesso a donazione libera o con tariffe tra 10 e 20 euro a notte), strutture convenzionate come agriturismi e B&B con tariffe ridotte per i camminatori e alloggi non convenzionati a prezzo pieno. La disponibilità cambia molto in base al mese.
| Periodo | Disponibilità alloggi | Necessità di prenotare |
|---|---|---|
| Aprile e maggio | Buona, quasi tutto aperto | Consigliata ma non urgente |
| Giugno | Completa | Consigliata nei fine settimana |
| Luglio e agosto | Completa ma alta domanda | Necessaria, almeno 2 giorni prima |
| Settembre | Completa | Consigliata a fine mese |
| Ottobre | Parziale, alcune chiusure | Necessaria per verificare apertura |
Un dettaglio che molti sottovalutano: gli ostelli a donazione libera non accettano prenotazioni. Funzionano in ordine di arrivo, il che significa che se parti tardi al mattino e arrivi dopo le 17, potresti trovare tutto occupato. In alta stagione questo succede regolarmente a Gubbio e nelle tappe vicine ad Assisi.
Il fattore pioggia: cosa aspettarsi davvero
L'Appennino tra Toscana e Umbria ha un regime di precipitazioni con due picchi: uno in autunno, tra ottobre e novembre e uno in primavera, tra marzo e aprile. Ma i dati medi nascondono una realtà utile a chi cammina. A maggio piove in media 6 giorni su 31 e le piogge sono quasi sempre brevi, concentrate nel pomeriggio. A giugno scende a 4 giorni. A settembre risale a 5 o 6.
Il problema vero non è la pioggia in sé, ma il tipo di terreno dopo la pioggia. Alcuni tratti del cammino, soprattutto tra Sansepolcro e Città di Castello, passano su strade bianche argillose che con l'acqua diventano scivolose e fangose. Se parti in un periodo piovoso, porta scarpe con suola scolpita e ghette basse, quei copricaviglia in tessuto impermeabile che impediscono al fango di entrare nella scarpa.
Le ore di luce e la pianificazione delle tappe
Un aspetto che pochi considerano è quanto le ore di luce condizionano la giornata di cammino. A giugno hai circa 15 ore di luce utile, il che ti permette di partire alle 7 e avere margine anche se ti fermi a lungo per una pausa. A ottobre le ore scendono a 11 e se una tappa prevede 25 chilometri con dislivello, devi partire presto e non puoi permetterti deviazioni.
Le tappe più lunghe del Cammino del Nord sono quella da La Verna a Pieve Santo Stefano, circa 28 chilometri con un dislivello in discesa importante e quella da Pietralunga a Gubbio, circa 26 chilometri. In entrambi i casi, avere giornate lunghe fa la differenza tra camminare con calma e camminare con l'ansia di arrivare prima del buio.
La settimana di partenza conta più del mese
Una cosa che ho visto fare spesso è ragionare per mese intero, come se giugno fosse tutto uguale. Non lo è. La prima settimana di giugno e l'ultima sono diverse per temperatura, affluenza e condizioni dei sentieri. Lo stesso vale per settembre: la prima settimana è ancora estate piena, con caldo e sentieri secchi. L'ultima settimana ha già mattine fresche e la luce del tardo pomeriggio cambia colore.
Se devi scegliere una finestra precisa, le due migliori per il Cammino del Nord sono la seconda e terza settimana di giugno e la seconda e terza settimana di settembre. Per il Cammino del Sud, la seconda metà di aprile e la prima metà di ottobre.
Chi parte nel momento giusto non cammina meglio, cammina diverso. Senza fretta, senza caldo che toglie lucidità, senza la frustrazione di un ostello pieno dopo trenta chilometri. Il Cammino di San Francesco non è una gara: è un percorso che restituisce in proporzione a quanto riesci a rallentare e il periodo in cui lo fai determina se rallentare sarà una scelta o un lusso che non puoi permetterti.






